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Venerdì, 26 Aprile 2024
Volley B

Monica Gobbi braccio pesante dell'Alsenese. «C'è un grande entusiasmo»

La società del presidente Faroldi si garantisce le prestazioni dell'opposto abruzzese che ha giocato anche nel Club Italia e in Serie A

Secondo tassello in campo per la Conad Alsenese, formazione piacentina che militerà in B1 femminile e che sarà affidata alle cure tecniche di Enrico Mazzola. Dopo la centrale Valentina Guccione, il sodalizio gialloblù del presidente Stiliano Faroldi annuncia un altro volto nuovo: quello dell’opposto Monica Gobbi, che sarà dunque il braccio “armato” della compagine piacentina.

Nata l’11 gennaio 1994 a Pescara, la Gobbi (originaria di Francavilla al Mare) è alta un metro e 88 centimetri e vanta una lunga esperienza in categoria, dopo aver assaporato anche per qualche mese l’aria della serie A. La sua carriera l’ha vista trasferirsi al Club Italia prima a Roma poi a Milano, per poi giocare fino a gennaio 2013 per metà stagione alla Puntotel Sala Consilina in A2. Successivamente, annate da protagonista a Bari, Albese, Castellanza, ancora Albese, Aprilia e Macerata, con cui ha conquistato la promozione in A2. Infine, le ultime due stagioni, sempre in B1, prima a Maniago e poi a Quarrata.

«Monica – le parole del direttore sportivo della Conad Alsenese, Luca Baldrighi – è un’atleta dalle doti fisiche ineccepibili ed è un opposto che fa della potenza la propria arma in più. Ragazza molto determinata e ambiziosa, fa del lavoro duro il suo “pass” per diventare un punto di riferimento per la squadra. Questo aspetto incrementa ulteriormente la sua forza e la sua incisività. Siamo convinti che questa giocatrice possa avere ancora margini di crescita importanti; di certo è ciò a cui lei mira e al contempo quello che noi auspichiamo».

«Nelle mie scelte – confessa la giocatrice – do molta importanza alle mie sensazioni e Alseno mi ha trasmesso subito familiarità e serietà. Inoltre, c’è un allenatore di grande esperienza come Enrico Mazzola che può farmi crescere e migliorare. Sta nascendo una squadra giovane con alcuni elementi di esperienza e ci sarà sicuramente entusiasmo: la “carica” è un aspetto fondamentale per me. Come sono da opposto? Ho un po’ di “sana ignoranza” – sorride – con la mia altezza gioco una palla leggermente più ritardata e questo a volte può creare qualche problema al muro avversario». Infine conclude. «Nello sport non si smette mai di imparare, ogni anno si migliora in qualcosa; dove vorrei fare passi avanti? Sicuramente a muro e anche in difesa».

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