Giovedì, 23 Settembre 2021
Serie A

Fabio Paratici saluta la Juventus: «E' una squadra che ti rende migliore, sono orgoglioso di quanto fatto»

Dopo 11 stagioni (e 9 scudetti) il dirigente piacentino lascia i colori bianconeri. «E' stato un periodo meraviglioso»

Al suo fianco c’è tutto lo stato maggiore della Juventus, dal presidente Andrea Agnelli al vice Pavel Nedved fino al suo successore Federico Cherubini, in sala anche la moglie Roberta e i figli, perché un momento simile deve entrare per forza nella storia. Fabio Paratici saluta la Juventus e lo fa in grande stile, dopo 11 anni dedicati anima e corpo ai colori bianconeri, con un club portato dal settimo posto in campionato alla vittoria di nove scudetti consecutivi e a due finali di Champions League.

E’ commosso il dirigente piacentino nel giorno dell’addio, perché «sono stati undici anni meravigliosi. E’ stata una fortuna troppo grande per me passare dalla Juventus, una società a cui sarò sempre grato. Mi hanno dato una autonomia totale e ho potuto contare sulla fiducia di chi è stato al mio fianco».

Il suo contratto non è stato rinnovato e ora Paratici cercherà nuove sfide (probabile un approdo al Tottenham in Premier League), ma è impossibile non guardarsi alle spalle e tracciare un bilancio di questa lunghissima avventura. «Ho condiviso pensieri con quelli che per i miei figli sono eroi del calcio, da Nedved a Buffon passando per Ronaldo e Chiellini, lavorando con allenatori che mi hanno insegnato tanto ed è ovvio che io debba essere riconoscente e grato ai colori bianconeri. La Juventus è fatta per renderti migliore e per questo sono orgoglioso di quanto fatto».

Poi il dirigente ha parlato di alcune delle sue trattative più importanti: «Ho portato Dybala alla Juventus dal Palermo, è stato probabilmente l’acquisto più rischioso perché era un giovane pagato 40 milioni. Lo scambio saltato con Lukaku? Nel nostro lavoro devi considerare tutto e avere una mente elastica. Su Ronaldo invece è già stato scritto tutto, la trattativa è stata velocissima; il dirigente migliore non è quello che non sbaglia, ma quello che sbaglia meno».

Conclusione sul momento più difficile: «Quando sei alla Juventus ti trovi ad affrontare quattro-cinque decisioni al mese che non ti fanno dormire la notte; sono tutte situazioni complicate a cui ti trovi di fronte».

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