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Fantini, il più votato in regione: «C'è entusiasmo e voglia di cambiamento. Il nome del Delegato Provinciale? Ne parleremo con le società»

Il dirigente del Corte Calcio nuovo delegato assemblare della Figc Emilia-Romagna. «La ripresa dell'attività? Dalla Promozione in giù per ora è complicato. Grande attenzione alle giovanili»

Mario Fantini, dirigente del Corte Calcio e nuovo delegato assembleare della Figc Emilia-Romagna

Per lui non è stata la prima campagna elettorale, visto che è assessore del comune di Cortemaggiore, ma per Mario Fantini era una prima volta in campo esclusivamente sportivo. «Dico la verità, un successo del genere mi ha sorpreso». Domenica scorsa nell’assemblea che ha eletto Simone Alberici nuovo presidente della Figc Emilia-Romagna, il dirigente del Corte calcio è stato il più votato fra i Delegati assembleari, riportando 251 preferenze. «Quando ho saputo i dati ero stupito anche perché Piacenza è una delle province più piccole del territorio. E’ stata una bella soddisfazione sapere che tante società hanno avuto fiducia in me, ma di conseguenza questo risultato porta anche una grande responsabilità».

Facciamo un passo indietro, come è nata l’idea di candidarsi?

«Conosco Simone Alberici da una quindicina d’anni, ci siamo incrociati sui campi ed è nata una stima reciproca. Siamo giovani e intraprendenti, con una passione viscerale per lo sport. Ci siamo sentiti a novembre e abbiamo parlato della possibilità, quando ancora la candidatura era poco più di un bel pensiero. Poi a dicembre i contatti si sono intensificati, ne abbiamo discusso con alcune società e abbiamo visto che c’era entusiasmo, voglia di cambiamento e rinnovamento».

Dopo i festeggiamenti non avete perso tempo e vi siete messi immediatamente a lavorare. Quali sono i primi obiettivi?

«Il primo passo è la riunione via telematica con tutte le realtà del territorio, provincia per provincia. Bisogna definire i Delegati provinciali e, come promesso, sentiremo il parere dei club per coinvolgerli nella scelta».

C’è già un elenco di candidati per quanto riguarda Piacenza?

«Non svelo nulla, è giusto prima parlarne con i dirigenti».

Qualcuno ha fatto anche il tuo nome.

«Questo lo escludo, trovo che non sia il momento giusto. A novembre come Corte Calcio abbiamo perso il nostro storico presidente Stefano Narboni, gli avevo fatto una promessa e voglio portare avanti il lavoro che aveva iniziato e sviluppato così bene. Parliamo di una società di cui mi sento parte integrante, continuerò a fornire il mio contributo a livello locale. Per quanto riguarda il Delegato posso solo dire che deve essere una figura in grado di rappresentare tutte le società. Ne parleremo e troveremo la soluzione più adatta, un passo alla volta».

Le idee sul tavolo sono parecchie, ma adesso il problema principale è uno solo: la ripresa dell’attività. Ovviamente non dipende da voi decidere la data, ma le sensazioni quali sono?

«In effetti sono questioni di competenza di Figc e Lega Nazionale Dilettanti. Vista la situazione attuale credo sarà difficile pensare di ripartire a breve. Potrebbe fare un’eccezione l’Eccellenza perché è un campionato che serve per definire l’organico della Serie D, dalla Promozione in giù per ora la questione è complicata».

E il settore giovanile?

«Io credo sia fondamentale sviluppare un’attività parallela, perché a quei livelli non si tratta solamente di dare quattro calci a un pallone, ma è un modo di stare insieme e di far sfogare i più piccoli, ovviamente rispettando tutte le precauzioni necessarie. La cosa importante è che ci si possa allenare, per il resto bisogna capire come evolveranno i contagi».

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