Mercoledì, 22 Settembre 2021
Varie

In palestra distanza di due metri, in piscina 7 metri quadri a ogni utente

Le norme per la riapertura degli impianti sportivi. Il mondo del nuoto insorge per il via libera alle strutture coperte solo dal 1° luglio

Il Governo ha deciso di anticipare al 24 maggio la riapertura delle palestre, mentre per le piscine al chiuso il via libera è previsto il 1° luglio, data che ha provocato grandi malumori sia fra i gestori sia fra i dirigenti delle società di nuoto, con in testa il presidente federale Paolo Barelli, che si è dichiarato «allibito» dopo aver ricevuto la notizia.

PALESTRE

La riapertura prevede il rispetto di un rigido protocollo. Innanzitutto è fondamentale mantenere la distanza interpersonale di almeno due metri e garantire sistemi di ricambio d’aria senza ricircolo. Fondamentale predisporre percorsi differenti per entrata e uscita, con il personale che dovrà indossare sempre la mascherina mentre gli utenti dovranno farlo quando non svolgono attività. Le norme prevedono anche di riporre in borse personali gli indumenti, riducendo al minimo gli spazi comuni, da utilizzare solo “per cambi di indumenti minimi o che richiedano tempi ridotti, riponendo il tutto in contenitori sigillati”. Il gestore potrà anche vietare l’accesso alle docce, invitando “ad asciugare i capelli e completare la vestizione nel più breve tempo possibile”.

PISCINE

In vasca bisognerà garantire un distanziamento di 7 metri quadrati fra gli utenti, mentre negli spogliatoi, dove vige l'obbligo della mascherina, e nelle docce “l’accesso dovrà essere contingentato, bisognerà evitare l’uso comune di asciugacapelli e garantire il distanziamento di almeno un metro”. Gli spazi comuni dovranno essere sottoposti a sanificazione e procedure di pulizia costanti.

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