Giovedì, 23 Settembre 2021
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Nuova mazzata sullo sport: chi ha il Covid deve stare fermo almeno due mesi

Il Ministero dello Sport emana la normativa per l'idoneità all'attività sportiva agonistica. Attesa di 30 giorni da quando non si accusano più sintomi prima di potere effettuare nuovamente la visita

Arriva un altro colpo pesantissimo per lo sport dilettantistico e giovanile. Se non è un fendente mortale poco ci manca, visto che le conseguenze sono durissime e rischiano di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a questo momento per far ripartire le varie discipline.

In un documento firmato dal Ministero della Salute in data 13 gennaio, viene specificata nei dettagli la nuova normativa che interessa l’idoneità all’attività sportiva agonistica per tutti gli atleti non professionisti che hanno contratto il Covid-19. Anzi, il documento va oltre e inserisce nell’elenco anche chi ha avuto sintomi specifici del coronavirus pur in assenza di diagnosi di Sars-Cov-2. Partiamo dalla fine e dalle conseguenze che il nuovo documento comporta: tutti gli atleti che accuseranno il Covid-19 dovranno rimanere fermi per almeno due mesi. Una decisione che di fatto mina in modo consistente la possibilità di tante formazioni di partecipare ai rispettivi campionati, anche di livello nazionale. Facciamo un esempio: la Serie B di pallavolo inizierà alla fine di questa settimana: se in una rosa di dodici giocatrici dovesse registrarsi un mini focolaio che interessi quattro-cinque persone la squadra potrebbe di fatto dire addio a un torneo decente, visto che almeno fino a fine marzo non potrebbe nemmeno allenarsi in modo adeguato, senza ovviamente parlare delle partite.

E lo stesso discorso comprende tutti gli atleti e le atlete di ogni disciplina (l’età dipende dai vari sport) per cui è prevista la visita medica per l’attività agonistica. Nel dettaglio, il documento del Ministero della Salute, seguendo indicazioni “proposte dalla Federazione Medico Sportiva e condivise con il Dipartimento dello sport, con il Coni, il Comitato Italiano Paralimpico e le altre società scientifiche” prevede che un atleta colpito da Covid-19 debba attendere trenta giorni dall’avvenuta guarigione e quindi effettuare nuovamente la visita medico-sportiva integrandola con ecocardiogramma color-Doppler. I conti sono presto fatti: circa un paio di settimane per risultare negativi oppure “dall’avvenuta scomparsa dei sintomi”, un mese di attesa per la nuova visita e quindi “una graduale ripresa dell’attività sotto il controllo del Responsabile sanitario della società sportiva”. Dunque anche se la visita medica fosse prenotata il 31° giorno (operazione teorica, visto che in pratica sarebbe quasi impossibile) ecco che prima di rivedere in campo l’atleta trascorreranno almeno due mesi.

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