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La regione Emilia Romagna riapre tutti gli impianti sportivi per allenamenti senza pubblico. Ma Piacenza potrebbe decidere diversamente

Marcia indietro di Bologna, ma "resta facoltà delle autorità territorialmente competenti disporre ulteriori e specifiche prescrizioni". Di certo riprende la preparazione per le squadre di alto livello

Il Prefetto Falco con il sindaco Barbieri

La regione Emilia Romagna allarga le maglie e dopo aver limitato le attività sportive con la chiusura di tutti gli impianti non più tardi di ventiquattro ore fa inserisce la retromarcia e riapre centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private ma solamente per attività a porte chiuse, come ad esempio gli allenamenti, mantenendo quindi lo stop per manifestazioni e tornei.

Ma attenzione, perché non è detto che quanto deciso da Bologna valga anche per il nostro territorio. La situazione di Piacenza, confinante con il Lodigiano, è ovviamente molto differente da quella di Rimini e di tutta la costa romagnola, infatti nel chiarimento applicativo dell'Ordinanza emanata ieri si precisa che "resta facoltà delle autorità territorialmente competenti disporre ulteriori e specifiche prescrizioni". Toccherà dunque al Prefetto Maurizio Falco e al sindaco Patizia Barbieri prendere una decisione definitiva, probabilmente nella mattinata di martedì. Il Prefetto, nella conferenza stampa di lunedì sera, ha ha già concesso il via libera per gli allenamenti delle società di alto livello, ovviamente sempre a porte chiuse, resta da capire se questa possibilità verrà riservata anche a tutte le squadre dilettantistiche e giovanili, fermo restando che non si potrà svolgere alcuna sedut nelle palestre scolastiche, che rimangono chiuse.

QUESTA LA NOTA UFFICIALE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA

Messi nero su bianco i chiarimenti applicativi dell’Ordinanza emanata ieri dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per contrastare e contenere la diffusione del Coronavirus, che rimarrà in vigore in tutte le sue parti – a smentita di false notizie circolate sui social network - fino a domenica 1 marzo.

In particolare, nel testo che la Regione ha già inviato a tutte le Prefetture, voluto dal presidente Bonaccini accogliendo le sollecitazioni arrivate dai sindaci, si forniscono precisazioni sul punto (articolo 1, comma 2, lettera A) relativo a quali attività, iniziative e manifestazioni devono essere sospese, o quali al contrario possono continuare a svolgersi regolarmente.

Le manifestazioni pubbliche sospese

Sono da ritenere sospese tutte quelle manifestazioni e iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali; si fa riferimento ad eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale, economica e civica, laddove esulino dall’ordinario esercizio delle attività stesse. Vanno sospese

manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e di ogni disciplina);

attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ecc., ivi comprese le discoteche e le sale da ballo.

Le attività che proseguono

In via generale, non sono invece ricomprese in tali attività quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale (corsi di varia natura e allenamenti sportivi). Si precisa che potranno dunque rimanere aperti:

i luoghi di svolgimento dell’attività corsistica ordinaria di vario tipo (es. centri linguistici, centri musicali e scuola guida);

gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco, ecc.);

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e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano aggregazione di pubblico (“porte chiuse”) o eccezionali concentrazioni di persone.

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