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Filippo e Simone Inzaghi si sfidano in Serie A

I fratelli piacentini pronti al confronto che metterà di fronte Lazio e Bologna

I percorsi individuali dei calciatori fanno sempre dei giri particolari, dato che molti di essi devono gioco forza riciclarsi una volta appese le scarpette al chiodo. La tendenza più di moda adesso è sicuramente quella di passare dal campo alla panchina, ma non per fare da riserva bensì per prendere le redini della direzione della squadra, dall'imposizione dei dogmi tattici alla conseguente capacità di motivazione del gruppo propria del trascinatore. Quest'anno, per la prima volta in assoluto, si sfideranno in Serie A i fratelli Inzaghi. Dopo che Filippo ha firmato in estate il contratto per allenare il Bologna dopo l'addio di Roberto Donadoni, andando così ad avvicinarsi a livello tecnico al fratello Simone, in molti si aspettano tanto da quello che tra i due in campo ha dimostrato di più. I due ex calciatori originari di Piacenza, si trovano adesso di fronte per una sfida piuttosto stimolante, sebbene diversa da quella di tanto tempo fa.

Gol nel sangue

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Pippo, il più grande dei due, aveva cominciato a far incetta di goal in Serie A nella metà degli anni '90, quando nell'Atalanta formò una coppia di giovani spensierati e risoluti insieme a Domenico Morfeo, un numero 10 dal talento mai del tutto esploso. Il suo gran rendimento lo fece arrivare alla Juventus, dove fu al centro del progetto per molto tempo, sia con Carlo Ancelotti sia con Marcello Lippi. Sempre pronto a far goal negli ultimi metri, il maggiore degli Inzaghi aveva un senso della porta unico, con il quale riusciva anche a far dimenticare le sue carenze tecniche. Superpippo, come lo chiamarono da subito, viveva per il gol. Dopo la Juventus predicò il proprio calcio anche al Milan, squadra nella quale ha reso come non mai, vincendo non solo uno Scudetto ma anche due Champions League, la seconda della quale arrivò con una sua doppietta in quel di Atene, dove si disputava la finale contro il Liverpool.

Per quanto riguarda Simone, invece, stiamo parlando di un attaccante più tecnico e meno cinico. Il suo inizio di carriera fu quasi folgorante come quello del fratello maggiore, il quale andava dicendo che Simone fosse più forte di lui. In effetti, tecnicamente tra i due il minore si imponeva, ma la voglia di Pippo di vincere e di segnare a tutti i costi lo rese un centravanti di livello mondiale, capace di detenere per molti anni il record di reti nelle coppe europee prima di essere superato da Cristiano Ronaldo, uno che adesso ha reso la Juventus ancora più forte, come ben annunciano le scommesse specializzate sul calcio che vedono i bianconeri favoriti allo Scudetto con una quota di 1,45 il 14 settembre. Tuttavia, anche Simone riuscì a portare a termine una carriera di tutto rispetto, facendosi amare ovunque giocò e trovando un ambiente florido per lavorare e vivere come quello di Roma sponda Lazio.

L'ardua sfida di Pippo

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Dopo aver raggiunto il secondo posto nella classifica dei migliori allenatori della Lega Pro dell'anno passato dietro Giovanni Stroppa, Pippo cerca di imporsi anche in Serie A con il Bologna. La sua esperienza al Venezia, molto diversa da quella al Milan, dove era approdato con troppa fretta e con troppe aspettative addosso, è stata positiva e foriera di buoni segnali. Tuttavia, l'inizio di stagione 2018-19 non è stato per niente buono, come dimostra la posizione in classifica della squadra rossoblu, nei bassifondi della Serie A con solamente un punto conquistato in tre partite. In effetti, dopo la partenza di un giocatore importante come Simone Verdi, andato al Napoli, Inzaghi non ha avuto praticamente alcun rinforzo di valore. Aspettando il ritorno di Palacio e la miglior forma di Mattia Destro, l'ex centravanti del Milan e della nazionale dovrà rimboccarsi le maniche e tirare avanti in qualche modo, cercando un risultato positivo fin da subito per non scontentare troppo la piazza. L'obiettivo della salvezza è possibile, ma sembra che in questo momento al Bologna ci sia davvero molto su cui lavorare. Ciò che è certo, però, è che Superpippo non si arrenderà e farà di tutto per migliorare la situazione attuale.

La conferma di Simone

Fresco sposo quest'estate in una cerimonia nella quale il fratello è stato testimone di nozze, il più piccolo degli Inzaghi è ormai un allenatore affermato in Serie A. Il suo approdo alla Lazio, dove arrivò nell'estate 2016 dopo il rifiuto di Marcelo Bielsa per un disaccordo con Claudio Lotito, Simone ha subito conquistato il cuore dei tifosi. In primis, il suo passato in biancoceleste è stato decisivo, perché già aveva scaldato il cuore della curva Nord negli anni 2000. Poi, chiamato quasi come un salvatore della patria dal patron Lotito, ha trovato una formula calcistica convincente e soprattutto vincente. Abilissimo a far giocare la sua Lazio a base di possesso di palla e di verticalizzazioni rapide, il più piccolo degli Inzaghi ha approfittato dell'ottimo lavoro di scouting di Igli Tare, che gli ha permesso di disporre di un fenomeno come Milinkovic Savic, che oggi vale almeno 100 milioni di euro, e di un trequartista talentuoso come Luis Alberto, acquistato per un tozzo di pane da un Liverpool dove aveva pensato addirittura di ritirarsi. Non a caso l'anno scorso è stata la Lazio la squadra con il miglior attacco del campionato, con Ciro Immobile capocannoniere con 29 reti. L'attaccante ex Torino è colui che ha beneficiato maggiormente delle indicazioni di uno che con il goal aveva un gran rapporto.

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Staremo dunque a vedere chi uscirà vincitore da questa sana competizione tra la coppia di fratelli più amati della serie A.

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