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Braiati: «Prepariamoci a una stagione di transizione: gironi numericamente ridotti e viaggi più corti»

Il presidente regionale della Figc sulla mancata sospensione ufficiale dei tornei locali: «Decisione che spetta a Roma». Il vicepresidente Sanguanini: «Bloccare le annate per i giovani? Un'ipotesi che avrebbe vantaggi, possiamo discuterne»

Paolo Braiati è il presidente regionale della Figc dell'Emilia Romagna

«La prossima sarà un’annata di transizione; non sappiamo ancora quando potremo ripartire, ma penso ci aspetteranno diverse novità rispetto ai campionati a cui siamo abituati». E’ la sintesi di Paolo Braiati, presidente della Figc dell’Emilia-Romagna, che entra anche nei dettagli specificando qual è l’intenzione del comitato regionale, con la premessa obbligatoria che vale per ogni considerazione: le decisioni verranno prese a livello centrale, ma da Bologna iniziano a mettere sul piatto eventuali opzioni per il prossimo anno. «Svilupperemo dei gironi con un numero ridotto di squadre e soprattutto molto più vicini territorialmente. Questo porterà sostanzialmente due vantaggi: tutte le società dovranno viaggiare meno e avendo un numero ridotto di gare da disputare saremmo pronti a sospendere temporaneamente i tornei e quindi a programmare gli eventuali recuperi qualora, malauguratamente, le autorità lo ritenessero necessario».

Quindi il numero uno regionale fa un esempio: «In Eccellenza abbiamo due raggruppamenti da 18 squadre, perché non pensare a tre da 12 o 14, che ci permetterebbe di gestire tutto con maggiore tranquillità? Stesso discorso per gli arbitri: a Piacenza non arriveranno più direttori di gara da Bologna, ma al massimo da Parma. Cambierà un po’ tutto e spero che le società lo capiscano. La partenza dei campionati? Quando non correremo più rischi a livello sanitario, se non potrà essere settembre inizieremo eventualmente a ottobre, non ci sono problemi».

A proposito di società: da più parti si prevede una possibile ecatombe, con tanti club costretti a lasciare a causa di problemi economici provocati dalla mancanza di sponsor. Braiati per ora non è così pessimista. «In campo giovanile non credo ci saranno molte defezioni, abbiamo bravi dirigenti che con le quote dei tesserati riescono a far quadrare i conti e poi sappiamo già che la Regione garantirà contributi all’attività di base. Non penso che perderemo molti bambini. Quando riprenderà l’attività dei più piccoli? Impossibile saperlo adesso, ma credo che fino alla riapertura delle scuole non se ne parli». Più complicato potrebbe essere il discorso legato ai dilettanti. «Il rischio esiste, non possiamo nasconderlo. Ma in queste settimane ho avuto tanti contatti telefonici e non c’è stato un dirigente che abbia detto: il prossimo anno non ci iscriviamo perché non ce la facciamo. Molti però hanno parlato di ridimensionamento, ma per avere un’idea precisa bisogna capire che aiuti arriveranno».

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