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Eccellenza - Carpaneto, Elio Bravi compie 50 anni di calcio

Bravi lavora alla Vigor Carpaneto 1922 (prima Asd Calcio Carpaneto) dall'estate 2012, contribuendo - nella carica di direttore generale - alla rapida ed esaltante ascesa della società piacentina, con un tris di promozioni consecutive dalla Seconda categoria all'Eccellenza.

A sinistra Elio Bravi con il presidente Rossetti

Cinquant’anni di calcio, mezzo secolo sui campi tra innata passione e spiccata rettitudine morale, testimoniata anche da un dato: mai una giornata di squalifica. Il 2016 da poco salutato ha celebrato lo storico traguardo per Elio Bravi, attuale direttore generale della Vigor Carpaneto 1922 che vanta una grande esperienza calcistica e dietro la scrivania.
Nato il 10 maggio 1944 a Pizzighettone (Cremona), Bravi lavora alla Vigor Carpaneto 1922 (prima Asd Calcio Carpaneto) dall’estate 2012, contribuendo – nella carica di direttore generale – alla rapida ed esaltante ascesa della società piacentina, con un tris di promozioni consecutive dalla Seconda categoria all’Eccellenza, categoria dove ora la Vigor si trova in testa con 10 punti di vantaggio sulla Folgore Rubiera.

Il suo curriculum è tanto ricco quanto preciso: il tutto ha inizio il 26 aprile 1966 con il ruolo di dirigente del settore giovanile dell’Us Fiorenzuola ricoperto fino alla stagione 1973-1974, con l’ultimo triennio dove è stato impegnato anche nell’atletica come collaboratore giudice sportivo della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) regionale. Dal 1974 al 1978 è rimasto nella sua città risultando uno dei fondatori della Fulgor Fiorenzuola, ricoprendo la carica di segretario e nel frattempo (stagione 1976-1977) ricevendo il diploma per dirigente di settore giovanile dal comitato regionale lombardo della Figc.
L’estate del 1978 l’ha visto tornare in rossonero come segretario del nuovo settore giovanile dell’Us Fiorenzuola con una lunga parentesi chiusa nell’estate del 1991 prima del triennio all’Us Lugagnanese nella qualifica di responsabile del settore giovanile, conseguendo nel mentre l’attestato di superamento del corso di dirigenti di società calcistiche associate alla Lega Nazionale Dilettanti organizzato dai comitati regionali.

Altra esperienza nel capoluogo della Val d’Arda come direttore sportivo dello Sporting Fiorenzuola (dal 1994 al 2000) prima di “conoscere” Carpaneto, ricoprendo la carica di responsabile del settore giovanile dell’Ac Carpaneto. In biancazzurro ha fatto ritorno nell’estate 2012 nell’inizio del ciclo della presidenza-Rossetti dopo aver lavorato dal 2003 all’Us Fiorenzuola come segretario regionale, con la prima squadra impegnata in Eccellenza in serie D. Tra le diverse onorificenze ricevute in carriera, spiccano le due targate 2004: la stella di bronzo al merito sportivo del Coni e la medaglia d’oro della Figc per i 35 anni di ininterrotta attività nel Settore giovanile scolastico (Sgs).

Cinquant’anni di calcio: cosa le ha insegnato maggiormente questo mezzo secolo sui campi?
“La morale è che il calcio è il gioco più bello, ma è solo una partita di pallone; spesso si perde di vista il divertimento e si vede troppa violenza verbale e fisica. A volte, in queste circostanze, penso che non sia più il mio sport”.

Quali sono le società a cui è maggiormente legato?
“Ho lavorato molti anni all’Us Fiorenzuola e con il presidente Villa ho imparato molto, al pari di molti allenatori avuti. Allo Sporting sono andato quando non condividevo la scelta di strutturare in modo professionistico anche le categorie dei bambini. Sono affettivamente legato anche alla Fulgor, che abbiamo creato con un gruppo di amici pur tra mille difficoltà. Ovviamente, nell’elenco c’è anche Carpaneto”.

Carpaneto dove lavora per la quinta stagione.
“Mi trovo benissimo con il presidente Giuseppe Rossetti ed è una realtà in crescita sul campo e fuori. Pur sapendo cosa comporterebbe, spero che la Vigor approdi in serie D per gratificare ulteriormente gli sforzi profusi”.

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La sua lunga e brillante carriera da dirigente è contraddistinta dal fair play: mai una giornata di squalifica in 50 anni.
“Ho litigato molto con gli arbitri, dicendo quello che era necessario ma sempre in modo educato. Parlando in generale, nei vari ruoli nel mondo del calcio ora vedo molti giovani che pensano di essere già arrivati”.
Un traguardo da vetrina, ma un uomo che non ama la ribalta. “Non sono mai voluto andare in televisione – confessa Bravi – a Fiorenzuola una volta sono stato obbligato a presenziare quando l’Us vinse il titolo regionale juniores”.

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