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Dilettanti - Alessandro Baldanti, bomber dalla barba bianca

Lo scorso anno capocannoniere con il Baby Brazil, in estate ha cambiato maglia tornando a indossare quella del Vigolzone ma il risultato è sempre lo stesso, con i portieri avversari che continuano a soffrire di mal di schiena, costretti a chinarsi...

Dilettanti - Alessandro Baldanti, bomber dalla barba bianca - 1
Lo scorso anno capocannoniere con il Baby Brazil, in estate ha cambiato maglia tornando a indossare quella del Vigolzone ma il risultato è sempre lo stesso, con i portieri avversari che continuano a soffrire di mal di schiena, costretti a chinarsi a ripetizione per i palloni che spedisce in rete. Alessandro Baldanti non ha alcuna intenzione di fermarsi, scherza sulla sua età «a dicembre ne compio 41, sono il bomber dalla barba bianca» ride, ma la carta d’identità non gli impedisce di essere sempre là in alto quando si guarda la classifica dei cannonieri.

Sei sempre uno dei bomber più prolifici e di conseguenza più temuti, qual è la ricetta per continuare ad essere decisivo?
«La voglia di giocare. Penso sia l’entusiasmo con cui scendo sempre in campo il “segreto” dei tanti gol, anche se mi rendo conto che ormai la mia carriera è arrivata agli sgoccioli. Però onestamente devo ammettere che in questo avvio di stagione sto meglio rispetto al passato, forse sono un po’ più astuto e riesco a gestirmi meglio».

Tu continui a segnare, ma trovi che in questi anni le difese siano cambiate?
«Senza dubbio sì. Personalmente le trovo un po’ meno forti, non ho timore ad ammetterlo. Il livello complessivo è calato».

Ti sei chiesto il motivo?
«Tempo fa giocavamo a calcio tutto il giorno, in cortile o all’oratorio. Adesso invece molti toccano il pallone solo in allenamento, è logico che il gap tecnico rispetto al passato sia piuttosto elevato. E poi non dimentichiamoci che da qualche tempo ci si concentra maggiormente sull’aspetto fisico».

Il gol più bello che hai messo a segno in questa prima parte di stagione?
«In Coppa con la Turris. Cross dalla destra di Aquino, io colpisco al volo di sinistro a incrociare e la palla finisce in rete».

Quale deve essere la caratteristica principale di un attaccante che punta a fare gol?
«Sapere in anticipo dove va la palla e ti assicuro che non è un’operazione facile. Penso sia una dote di natura, non si può allenare. E poi bisogna crederci fino alla fine».

Un giudizio sulla Seconda categoria di quest’anno? Chi si gioca la vittoria finale?
«Secondo me nel lotto ci siamo noi del Vigolzone, la Pontolliese Gazzola, lo Ziano e il Rottofreno. Vuoi un giudizio qualitativo? Secondo me è ancora peggio dell’anno scorso, a ogni stagione il livello si abbassa. Io la penso così, anche se magari da domenica prossima non segno più e allora mi diranno: “Hai visto che non è poi un campionato così malvagio?”».

Questo Vigolzone che obiettivi si pone?
«Vogliamo chiudere fra le prime due. La squadra è buona e la società ancora meglio, un gruppo di dirigenti seri come ce ne sono pochi in giro. Anche per questo motivo sono tornato a Vigolzone».

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