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Le squadre piacentine fanno paura? Nessuna conferma ufficiale, ma c'è chi chiede di non giocare contro società della nostra provincia

Il timore del coronavirus: anche chi deve scendere in campo preferisce non mangiare a Piacenza

Le squadre piacentine? Da evitare. Nessuno lo ammette apertamente, ma il dubbio che l’emergenza coronavirus ci faccia passare da avversarie “sgradite” esiste. Pare che in Prima categoria, dove gli incroci tra formazioni della nostra provincia e quelle di altre realtà vicine sono più frequenti, siano arrivate richieste per non giocare le gare in programma questa settimana, anche se la Figc aveva deciso di ripartire pur con la limitazione delle porte chiuse. Addirittura si dice che in una categoria superiore una formazione si sia rifiutata di consumare il pranzo pre partita nel Piacentino, prenotando un ristorante a Parma.

Voci che si susseguono e nelle ultime ore sono diventate sempre più insistenti, specialmente dopo che nel pomeriggio il comunicato ufficiale della Figc Emilia-Romagna inseriva Aurora-Spes Borgotrebbia come unica gara da disputare in Prima categoria, mentre in serata anche questa partita fra una formazione parmigiana e una piacentina è stata rinviata.

I motivi della decisione divergono sentendo le versioni delle due società. In casa Spes Borgotrebbia raccontano di una telefonata ufficiosa da parte dell’Aurora: «Ci chiedevano di non giocare perché non si sentivano tranquilli», mentre la società piacentina chiarisce il motivo per cui avrebbe voluto scendere in campo. «Ci sembrava un modo per tornare alla normalità, almeno per qualche ora. Il risultato non importava, abbiamo anche un giocatore nella zona rossa e dunque indisponibile, ma volevamo scendere in campo per dare un segnale positivo».

L’Aurora, per voce del presidente Giorgio Frattini, non vuole fare polemiche. «Nel nostro girone avevano sospeso tutte le partite, non capisco perché solo la nostra fosse rimasta in calendario. Non ci alleniamo da dieci giorni, in questo periodo riteniamo sia molto meglio pensare alla salute». E poi amplia il discorso. «La Figc regionale ha emanato un comunicato in cui rinviava tutte le gare da giocare a Piacenza, Cremona e Mantova, per prudenza ci sembrava corretto fermare tutto. E poi per chi ha un impianto piccolo come il nostro diventa difficile anche far rispettare il divieto delle porte chiuse. Ci sono le vie che costeggiano il campo, noi chiudiamo la tribuna ma non possiamo garantire che la gente non si presenti vicino alle reti dall’altra parte della strada, rendendo vano l’obiettivo di tenere le persone a distanza di sicurezza».  

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