Questo sito contribuisce all'audience di

Colpito dai proiettili dei terroristi al Bataclan, Aristide Barraud si ritira dal rugby

L'ex giocatore dei Lyons dice basta: «Ho lottato, ma il corpo non ce la fa. Tornando a giocare rischierei di morire»

Aristide Barraud, al centro, fra Claudio Deltrovi e, a destra, Natalino Fanzola, presidente dei Lyons

«Ho lottato, ma il corpo non ce la fa». Aristide Barraud, 28 anni, attuale mediano d’apertura del Mogliano, conosciutissimo a Piacenza per i suoi trascorsi con la maglia dei Lyons, dice basta. Lo annuncia in un intervento sul sito internet del Mogliano in cui ripercorre i mesi terribili che vano dal 13 novembre 2015 a oggi. Quella sera Barraud era a Parigi, poco distante dal Bataclan, e i terroristi lo colpirono con due proiettili: uno finì la sua corsa nel polmone, l’altro nel tendine d’Achille sinistro. Rischiò la vita, trascorse giorni in rianimazione ma alla fine il suo corpo da atleta ebbe per fortuna la meglio. Non è arreso, si è sottoposto a una serie di operazioni con l’obiettivo di tornare a giocare. Ma adesso, dopo mesi di lotta, alza bandiera bianca e lo fa con un lungo messaggio sul sito del Mogliano. «Il mio corpo - scrive - non accetta più lo sforzo fisico, due mesi fa mi hanno diagnosticato ulteriori problemi provocati dalle cure ed ho iniziato a temere per la mia vita. Tornando a giocare rischio la morte in campo e non mi sembra una buona idea».

Si arrende Aristide, ma lo fa dopo averci provato fino in fondo, dopo aver lottato anche contro il parere di tutti. Ma vuole essere onesto soprattutto con sé stesso, giocare sarebbe troppo rischioso, così preferisce fare un passo indietro. A malincuore. Ma anche in questo modo il francese dimostra tutto il proprio coraggio: «Ho lottato con tutte le mie forze e sono vivo, in piedi, ben saldo sulle mie gambe. Il rugby mi ha salvato la vita, l’idea di tornare a giocare mi ha tenuto lontano dall’incubo della follia».

Chiude con un saluto e una promessa: «Sono felice di aver vinto l’ultima partita della mia carriera alla presenza di mio papà. Cosa farò adesso? Tornerò sicuramente al rugby, perché questo sport è la mia vita. Ma lo farò quando starò davvero bene e potrò dare il meglio di me stesso agli altri».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In bocca al lupo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Dilettanti - Il nuovo Dpcm chiude Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria da lunedì

  • Nuovo Dpcm, c'è l'incognita degli allenamenti nei Dilettanti. Nei professionisti tornano gli stadi chiusi

  • Dilettanti - Il Dpcm chiude Terza e (forse) Seconda Categoria, le uniche che non hanno avuto problemi

  • Dilettanti - Tutti i risultati della domenica. Vigolo e Bobbiese: pari nel derby. Ziano e Gragnano in vetta

  • Piacenza-Olbia: 1-1 il missile di Corradi al 90' vale il pareggio

  • Lecco-Piacenza 2-4: un super Corradi lancia i biancorossi

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
SportPiacenza è in caricamento