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Volley - I Lupi: «Radici faccia un passo indietro»

I Lupi Biancorossi rompono gli indugi. Lo fanno dopo la sconfitta in casa di Verona, la nona in un campionato avaro di soddisfazioni, con troppe battute d’arresto arrivate senza lottare. Le giustificazioni non mancano, i problemi sono da ricercare...

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I Lupi Biancorossi rompono gli indugi. Lo fanno dopo la sconfitta in casa di Verona, la nona in un campionato avaro di soddisfazioni, con troppe battute d’arresto arrivate senza lottare. Le giustificazioni non mancano, i problemi sono da ricercare da più parti, ma secondo i tifosi piacentini adesso la soluzione è una sola.
«Chiediamo al tecnico Radici - spiega Renzo Ciardelli, presidente dei Lupi - di fare un passo indietro per amore della squadra, dei tifosi e della città. In questo momento serve una scossa e non esiste un modo alternativo per provare a cambiare rotta». La domanda dunque è chiara: dimissioni dell’allenatore per consentire al Copra di svoltare.
«Le attenuanti per la pessima stagione ci sono tutte, a iniziare dai problemi societari, ma questa squadra sembra un colabrodo e siamo convinti si possa fare molto di più nonostante i problemi del mercato e di giocatori che cambiano in continuazione. Le sconfitte ci possono anche stare, ma le prestazioni sono troppo negative. In tutta la stagione avremo fatto due-tre gare di buon livello, tutte le altre sono state insufficienti».

SOLUZIONE - I toni sono sempre pacati ma molto fermi: «Sappiamo che cambiare allenatore non può essere la panacea di tutti i mali e non abbiamo alcuna intenzione di dare tutte le colpe a Radici. Confermiamo anche il nostro appoggio incondizionato a squadra, staff e società, noi continueremo comunque a sostenere i colori biancorossi. Però a questo punto della stagione chiediamo all’allenatore di prendersi le proprie responsabilità e, purtroppo, anche quelle non sue, facendo un passo indietro. Non non ce l’abbiamo con il tecnico, ma vogliamo evitare che la barca vada alla deriva senza che nessuno intervenga».
Già pronta, secondo i tifosi, anche l’alternativa. «L’abbiamo in casa: Marco Meoni. Conosce l’ambiente, ha il carisma giusto e oltretutto non sarebbe nemmeno un costo ulteriore per la società».

«RESISTO» - La risposta di Radici arriva in tempi brevissimi. Mentre sta preparando la sfida decisiva di Champions in casa di Costanza il coach biancorosso precisa la sua posizione: «Non ho alcuna intenzione di mollare. Anzi, dirò di più: porterò avanti il mio lavoro con tutte le forze. Rispetto la posizione dei tifosi e la ritengo anche legittima, perché al momento i risultati non rispecchiano il valore di una squadra e di una società gloriosa. Il malumore è legittimo, ma voglio far cambiare idea alla gente che ci segue con grande entusiasmo». Quindi, in conclusione, esprime nuovamente la sua grande fiducia «nei confronti di tutta la squadra, dello staff e della società».
Anche il presidente Molinaroli sa bene che non esiste una medicina certa per i mali del Copra, altrimenti l’avrebbe già ordinata da tempo. Tutti si rendono conto di quanto sia necessario intervenire, ma bisogna capire che tipo di operazione sia quella più adatta.
«Si parla tanto dei cambi di regista e dell’opposto - spiega il massimo dirigente biancorosso - ma in questo momento Tavares e Poey sono probabilmente fra le poche garanzie di cui disponiamo. Il libero non si discute, i centrali fanno il loro lavoro, Alletti addirittura sta andando oltre le previsioni, in questa fase il problema maggiore lo abbiamo sugli schiacciatori, che però un mese fa andavano bene. Dunque bisogna capire qual è il motivo di un calo nella fase di ricezione e attacco, perché non è possibile che un giocatore sia bravo una settimana e quella successiva vada in crisi. Detto questo siamo consapevoli che il nostro momento deriva da una miscellanea di tante problematiche che è anche inutile ripetere. Ma questa non deve essere una scusa: non abbiamo nemmeno il problema della retrocessione, dobbiamo giocare tranquilli per puntare a uno dei primi otto posti che ci compete».

SIMON O SAVANI - Si valuta anche il mercato, ma la matassa è molto ingarbugliata. Si vuole lasciare un posto libero per il ritorno di Simon in vista dei play off, ma con questo ritmo l’ingresso fra le migliori otto è in fortissimo dubbio. Allora la domanda è: rischiare per attendere il cubano o intervenire subito sul mercato bruciandosi il possibile rientro? E se la scelta cadesse sulla seconda ipotesi, le opzioni sarebbero molto ristrette. Il posto libero è uno solo e con il numero di stranieri attuale bisognerebbe concentrarsi su un italiano che quest’anno non ha giocato in Superlega. Identikit che porta dritto a Savani, fra poco libero dagli impegni cinesi. Potrebbe ricadere su di lui la scelta? Oppure si rischierà aspettando Simon?

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