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Volley A1 maschile

Anastasi: «Lottiamo e non vinciamo, questo è un aspetto negativo». VIDEO e pagelle

Il tecnico della Gas Sales Bluenergy dopo aver terminato la stagione con una sconfitta con la Lube: «Avere un atteggiamento sbagliato o giocare partite di basso profilo non può sempre avere una giustificazione. Non mi capacito»

GSE_banner_322x250_statico-2Fatica a trovare le parole Andrea Anastasi, perché una partita simile probabilmente non se la aspettava nemmeno lui.

Una gara iniziata male, recuperata e poi lasciata per strada al tie break.

«Il rammarico è grosso, perché siamo partiti male ma poi abbiamo iniziato a giocare meglio anche se abbiamo avuto lacune abbastanza evidenti nel corso della gara che non ci hanno permesso di essere troppo equilibrati. Però abbiamo lottato e contro questi avversari va così; nel tie break potevamo fare un po’ meglio e sbagliare meno visto che sul 12-11 abbiamo commesso un errore in battuta e uno in attacco».

Un approccio inspiegabile, nel primo set i tre attaccanti di palla alta non hanno messo per terra un pallone. Credo che in campionato non sia mai successo. Ti sei dato una spiegazione?

«No. Non si può sempre spiegare. Avere un atteggiamento sbagliato o giocare partite di basso profilo non può sempre avere una giustificazione. Non mi capacito; oggi abbiamo avuto troppe difficoltà anche se poi Leal è entrato molto bene e ci ha dato una grande mano, Simon ha lottato come un demonio, Ricci ha disputato una bella gara, ma complessivamente dovevamo fare meglio perché siamo stati troppo lacunosi. Però non si possono sempre trovare scuse. Ai ragazzi ho spiegato: dobbiamo giocare dall’inizio alla fine, lo abbiamo fatto dopo il primo set».

Dopo Milano avevi detto che è stata una stagione deludente. Questa squadra non ha raggiunto nemmeno una finale e soprattutto è stata eliminata quasi sempre davanti al proprio pubblico, due volte da Milano e adesso da Civitanova.

«Cercheremo di giocare fuori».

Ti sei dato una spiegazione, perché la squadra era costruita per arrivare almeno in qualche finale invece a parte la Champions, dove Piacenza è stata eliminata da una formazione di ottimo livello, qualcosa in più si poteva fare.

«Assolutamente sì. Eravamo deludenti dopo Milano, adesso lo siamo di più. Poi siamo delusi perché ci tenevamo tanto ad arrivare in finale; oggi abbiamo lottato fino alla fine, ma è negativo il fatto che lottiamo e non vinciamo»

LE PAGELLE

Brizard 5,5: nel primo set non sa che pesci pigliare perché gli attaccanti laterali sono irriconoscibili. Poi trova in Leal un porto sicuro e sorprende la Lube mandando spesso Gironi ad attaccare senza muro. Uno dei meno colpevoli

Romanò 4: è una serata in cui non gli riesce niente

Simon 6,5: nei momenti più complicati per trovare una soluzione citofonare a Simon. Lotta e ci prova, purtroppo è poco seguito dai compagni

Ricci 6+: è l’unico che parte bene, ma non basta in una squadra a cui non riesce niente. Il muro del 26-25 del quarto set è di platino

Recine 4: male in ricezione, peggio in attacco, a sua parziale discolpa bisogna dire che gioca quando la squadra non ne azzecca una. Poi si siede in panchina

Lucarelli 4,5: nel primo set manda in campo il cugino, neppure quello di primo grado. Poi in parte si rialza, ma commette troppi errori e molti arrivano in momenti importanti

Scanferla 5,5: a corrente alternata. Manda un secondo tocco quattro metri fuori dal campo esattamente sulla testa di Leal e difende anche senza il muro davanti. Però in qualche fase decisiva subisce in ricezione

Leal 7+: quando entra sembra svogliato, invece inizia a martellare e diventa subito l’attaccante più positivo. Fa bene in tutti i fondamentali, se si fosse espresso sempre a questi livelli Piacenza non avrebbe chiuso l’annata con un giudizio deludente

Gironi 5: dopo un’assenza così lunga non si può subito essere al top. Sbaglia palloni semplici, anche se cerca di restare sempre in partita. Ma un po’ di ruggine dal braccio la deve togliere 

Andringa 6: la sua ricezione in tuffo a fine terzo set vale metà parziale

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