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Parodi: «E' una Piacenza che può dare fastidio a tutti». VIDEO

Lo schiacciatore dopo tre anni torna a effettuare la preparazione completa con i compagni: «Giusto restare all'Lpr, mi hanno mostrato una grande fiducia»

«Sono davvero molto contento». Lo ripete in continuazione Simone Parodi raccontando i suoi primi giorni di preparazione con Piacenza. Normale, considerato che negli ultimi tre anni mentre i compagni iniziavano a sudare lui era chiuso nello stanzino del fisioterapista a guarire da una serie di infortuni che lo ha sempre costretto a partire in ritardo rispetto agli altri, con tutte le conseguenze del caso nel corso della stagione.

Adesso no, è uno che fa parte integrante del gruppo, un giocatore che sente addosso la maglia biancorossa: «Era giusto che rimanessi all’Lpr anche se, sulla carta, non inizio come titolare. Mi hanno rimesso in piedi, hanno mostrato una grande fiducia proponendomi il rinnovo, adesso devo ripagarli sul campo. Vero, non parto nel sestetto, ma il campionato è lungo e sono convinto che tutti avranno i propri spazi e giocherà chi è più in forma».

Hai attraversato momenti difficili in più di un’occasione. E’ più dura gestire i momenti in cui sei costretto a rimanere in tribuna o quelli in cui hai maglietta e pantaloncini addosso ma capisci di non essere ancora al top?

«Entrambi. Io ho un carattere particolare e raramente esterno le mie sensazioni. Cerco di essere sempre sorridente, di scherzare, di mostrarmi sereno, ma in realtà questo per me è stato un periodo molto complicato».

Qual è l’obiettivo personale per il prossimo campionato?

«Giocare il maggior numero possibile di partite, perché questo mi aiuterà ad avere nuovamente una grande fiducia. Voglio essere soddisfatto di quanto riesco a fare sia durante l’allenamento sia nel corso della partita».

A bocce ferme la Superlega dovrebbe essere la fotocopia dell’ultima stagione: Civitanova, Trento, Modena e Perugia a contendersi i trofei e tutte le altre a giocarsi dal quinto posto in giù. Concordi?

«Il gruppo che hai citato è uno o anche due gradini sopra le altre. Piacenza? Mi sembra più o meno al livello dell’anno scorso, è una squadra in grado di lottare alla pari con tutte per disputare un buon torneo. Dipenderà molto da come riusciremo a trovare gli automatismi giusti e quanto tempo impiegheremo per entrare a regime».

Se dovessi indicare una sola favorita?

«Non me la sento. Le quattro big se la giocano praticamente alla pari, dipenderà tutto dalla freddezza che dimostreranno nei momenti decisivi».

Apriamo anche una finestra sull’Italia, impegnata a breve agli Europei. Come vedi gli azzurri?

«Forse da un punto di vista tecnico sono leggermente più debole degli altri anni, ma hanno dimostrato di avere un grande carattere e mi auguro che riescano a conquistare una medaglia».

GUARDA IL VIDEO CON L'INTERVISTA A SIMONE PARODI

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