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Da sinistra: Roberto Pighi, Guido Molinaroli e Stefano Arici al raduno della nuova Lpr

Da sinistra: Roberto Pighi, Guido Molinaroli e Stefano Arici al raduno della nuova Lpr

Pighi: «Obiettivi ambiziosi». Arici: «Possiamo fare bene»

Sono i due acquisti più attesi, quelli che hanno permesso a Piacenza di proseguire la propria storia, non vincendo partite sul campo ma salvando una società economicamente a un passo dal collasso. Roberto Pighi arriva al...



Sono i due acquisti più attesi, quelli che hanno permesso a Piacenza di proseguire la propria storia, non vincendo partite sul campo ma salvando una società economicamente a un passo dal collasso. Roberto Pighi arriva al raduno del nuovo Lpr puntualissimo ed elegante come sempre, la giacca non manca nemmeno quando il termometro segna più di 30 gradi. «E’ stato anche per me un primo giorno e devo dire di essere molto emozionato perché mi sto confrontando con professionisti di spessore mondiale ed ex nazionali, persone già formate da un punto di vista sportivo».
Poi arrivano gli elogi a Giuliani: «Il tecnico mi ha impressionato parecchio. Me lo avevano presentato come un allenatore di primissimo livello e ascoltandolo ho avuto la sensazione che si tratti di una persona molto concreta e di un vincente».
Raduno nel primo pomeriggio del 31 agosto con una temperatura bollente, ma nonostante tutto i tifosi non sono voluti mancare per salutare l’Lpr. «Potevano essere anche di più, ma l’orario era incompatibile con gli impegni delle persone. E’ una presenza che mi ha fatto molto piacere». Poi si parla anche del futuro. Veres non farà parte della nuova squadra e allora i dirigenti si sono messi a caccia del sostituto che dovrebbe essere un giocatore ancora più importante dell’ungherese, a dimostrazione che Piacenza ha obiettivi ambiziosi. «Assolutamente sì» conferma Pighi. Ma cambia qualcosa per la nuova squadra? «Arriverà un campione che speriamo possa trovare una soluzione al problema generato dal saluto all’ungherese».

Al primo giorno della nuova Lpr c’è anche Stefano Arici nel doppio ruolo di socio e di main sponsor che dà il nome alla squadra. «E’ un’esperienza nuova anche per me, ho visto i giocatori motivati e sono convinto che questa squadra potrà fare bene. Gli obiettivi? Li scopriremo durante il campionato, ma vedo un buon connubio fra giocatori esperti e i giovani che potranno crescere prendendo come esempio i vari Papi, Zlatanov e Tencati».
Intanto nelle ultime settimane l’entusiasmo è tornato a crescere, dopo un lungo periodo in cui gli appassionati di pallavolo maschile avevano il morale sotto le suole delle scarpe. «Lo valuteremo in campo tutte le domeniche. Certo, speriamo che il pubblico ci aiuti e che sostenga la squadra perché ne abbiamo bisogno. Per noi al di là del risultato è fondamentale che la squadra esca dal terreno di gioco dopo aver dato tutto».

Allargando il discorso si può dire che la Piacenza sportiva deva ringraziare Lpr. Protagonista nel salvataggio della pallavolo maschile, sponsor del Piacenza calcio e in passato anche di altre attività di altissimo livello. «Siamo bresciani, io vivo a Brescia ma questa è la nostra seconda casa, l’azienda per fortuna e per bravura nostra ha avuto una bella crescita e penso sia giusto contribuire allo sviluppo di una realtà che ci ha dato tanto».
Ma vi siete dati una spiegazione sul motivo per cui questa squadra, che rappresenta una delle eccellenze del territorio, è stata salvata solo in extremis e senza il vostro ingresso e quello di Pighi oggi non avrebbe iniziato una nuova stagione? «Sappiamo tutti il momento economico che stiamo vivendo. L’Italia è probabilmente il Paese europeo messo peggio in termini di crescita, con tante realtà che hanno perso fatturato e lavoro; ci sono segnali di ripresa ma è difficile capire cosa succederà in futuro. Però il nostro è un Paese eccezionale soprattutto a livello sportivo, abbiamo visto proprio ieri cosa è capace di fare Valentino Rossi con le Ducati che hanno chiuso seconde e terze. Abbiamo tanto da insegnare ancora al resto del mondo».

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