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Marshall: «La sfida a Trento? Conosciamo il nostro valore»

«Sono un giocatore diverso da quello che vi ricordate» aveva anticipato di Leo Marshall prima di indossare nuovamente la maglia di Piacenza sei stagioni dopo l’ultima partita al PalaBanca. Però in casa Lpr non ci si aspettava di vederlo così...

Marshall in attacco nella gara contro Latina

«Sono un giocatore diverso da quello che vi ricordate» aveva anticipato di Leo Marshall prima di indossare nuovamente la maglia di Piacenza sei stagioni dopo l’ultima partita al PalaBanca. Però in casa Lpr non ci si aspettava di vederlo così cambiato: le statistiche dicono che è uno dei migliori ricevitori del campionato, primo nella graduatoria se si considera la media ponderata (che tiene conto di colpi perfetti ed errori), in testa insieme a Rossini per quanto riguarda le ricezioni perfette a ogni set, con 2.56 colpi a ogni parziale. La solidità in seconda linea non ha tolto certezze a Marshall in attacco, come confermano le percentuali ben sopra il 70 per cento ottenute, ad esempio, contro Ravenna e Sora, e i 19 punti nella sfida con Milano.

«Confermo: sono un giocatore più completo rispetto a qualche anno fa. Fino al 2010 - spiega Marshall - ero insieme a Zlatanov l’attaccante principale, ricevevo poco e nel fondamentale ero un po’ più in difficoltà. Andando all’estero ho cambiato leggermente il mio modo di stare in campo, più impegnato e più coinvolto anche in seconda linea dove sono migliorato».

Dall’inizio del campionato sei stato tuo malgrado al centro di un “caso” per la nazionalità: sei italiano per la legge ordinaria ma cubano per i regolamenti sportivi. Come hai vissuto queste lunghe settimane, quando sei stato anche costretto a restare in tribuna per alcune gare?
«Ho cercato di viverle nel modo più tranquillo possibile. E’ difficile pensare a situazioni che succedono fuori dal campo e poi venire ad allenarmi, vedendo che la squadra cambiava assetto senza comprenderne realmente il motivo. Per cui mi sono imposto di concentrarmi solo su quanto succedeva sul terreno di gioco, dando il mio contributo al gruppo. A me tutti questi aspetti burocratici interessano poco; il mio lavoro è giocare e devo pensare solo a quello. Certo, essere schierato da italiano sarebbe stata una marcia in più».

La battaglia però non è ancora finita.
«No, io spero sia possibile risolvere il problema. Molinaroli è un lottatore e fino a quando non avrà una risposta definitiva non si fermerà. E così farò anch’io; sono fiducioso di trovare una soluzione».

Questa Lpr ha inciampato a Vibo Valentia ma per il resto nelle ultime settimane sta facendo bene e soprattutto riesce a ottenere risultati positivi.
«A Vibo è stata una gara particolare. Giuliani a causa degli infortuni non ha potuto contare sulla formazione titolare fin dal fischio d’inizio, così nei primi due set abbiamo cambiato assetto inserendo Zlatanov che da tempo non giocava a causa di qualche problema fisico e che non era ancora al top. Le modifiche ci hanno un po’ complicato i piani, ma se non ci fosse stato l’episodio delle ultime sei battute consecutive dei nostri avversari avremmo comunque potuto vincere al tie break. Sono fiducioso perché siamo un gruppo di grandi guerrieri e lo stiamo dimostrando; Piacenza si merita una squadra che faccia divertire il pubblico».

Giovedì arriva Trento, al momento la formazione più forte del campionato e l’unica imbattuta. Cosa bisogna fare per avere la meglio della Diatec?
«Hanno giocato il Mondiale per club e dunque sono più avanti di noi in tema di preparazione. Per quanto ci riguarda giocheremo come abbiamo sempre fatto fino a questo momento: non guardiamo chi c’è dall’altra parte della rete, pensiamo solo a noi stessi e cerchiamo di portare a casa i tre punti. Sarà una sfida difficile, ma anche Trento sa quanto possa essere dura giocare a Piacenza. E da parte nostra non siamo preoccupati, conosciamo il nostro valore».

Ritroverai anche Angelo Lorenzetti con cui hai vissuto momenti importanti a Piacenza, vincendo scudetto e Supercoppa.
«Ci conosce molto bene. Sono contento dei risultati che sta ottenendo a Trento; quando lo vedrò mi torneranno in mente tutti i bei momenti passati insieme. Ma adesso lui allena un’altra squadra e faremo di tutto per batterlo»
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