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Pro Piacenza - I giocatori compatti: partita la messa in mora. Proprietà chiusa nel mistero da 120 giorni

I 20 giorni scatteranno a partire da sabato 27 ottobre, è il tempo in cui la proprietà Selèco può saldare stipendi e contributi sennò parte lo svincolo. Pannella striglia la squadra dopo il ko col Cuneo e i giocatori ora sono sul piede di guerra

Continua a essere avvolto in un alone di mister il motivo per cui Maurizio Pannella, tramite la sua azienda Selèco, abbia deciso di rilevare lo scorso 30 giugno il Pro Piacenza da Alberto Burzoni. Mistero perché oggi, a 120 giorni dall’acquisizione, la proprietà Selèco-Pannella non solo non ha saldato la prima rata di stipendi e contributi di giocatori e dipendenti che scadeva il 16 ottobre scorso (oggi è partita la messa in mora dei giocatori tramite l’Assocalciatori), ma ci sono numerosi fornitori tra alberghi, ristoranti, giardinieri e altri che aspettano il saldo delle fatture.
Sicuramente l’allestimento della rosa è sul banco degli imputati con 32 giocatori sotto contratto, ma la colpa non è attribuibile all’ex dg Morrone, finché c’era lui la struttura era in linea con le dimensioni societarie, una volta cacciato si è inspiegabilmente accelerato fino ad arrivare a 32 elementi.
Da aggiungere, per inciso, che non c’è nemmeno la volontà di utilizzare i giovani under (nati dal ’96 in poi) per poter accedere ai contributi della Lega distribuiti secondo la Legge Melandri: dei 19 giovani in rosa solamente tre sono stati utilizzati con costanza, il portiere Zaccagno e i difensori Maldini e Mangraviti, a cui aggiungere le due sole presenze di Quaini.

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