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Piacenza - Sabato arriva il Pordenone primo della classe. Scazzola: «Noi siamo in crescita»

Al Garilli (ore 17.30) i biancorossi proveranno a dare continuità al successo di Mantova. Il tecnico è ancora alle prese con problemi di formazione: Parisi non recupera e Persia è squalificato. A centrocampo ballottaggio tra Nelli e Palazzolo

banner_web_healtGara da bollino nero per un Piacenza nettamente rivitalizzato dal successo di domenica scorsa contro il Mantova. Sabato i biancorossi proveranno a dare un pizzico di continuità alla prima vittoria stagionale, ma non sarà per nulla facile perché al Garilli (ore 17.30) arriva la capolista Pordenone, squadra reduce da due roboanti vittorie (5-1 sulla Pergolettese e 5-0 sul Lecco) e dichiaratamente costruita per vincere il campionato.
«Insieme al Vicenza è senza dubbio la rosa più attrezzata del Girone A, il Pordenone mi ricorda molto il SudTirol dell’anno scorso che battemmo proprio noi per la prima volta» ha commentato Cristiano Scazzola alla vigilia del match, il tecnico però aggiunge anche «fino a questo punto, almeno da quando sono arrivato io, abbiamo raccolto meno di quello avremmo meritato però abbiamo dimostrato di poter giocare con tutti seppur nelle difficoltà».

Scazzola fa anche un passo indietro e torna al successo sul Mantova. «E’ una vittoria importante perché la sentiamo un po’ come una liberazione, in chiave classifica non cambia molto, sono tre punti che comunque contano perché ci permettono di non essere più ultimi e di non far scappare il treno dei playout». E poi aggiunge: «Però dobbiamo dargli continuità, il nostro calendario è molto difficile ora, sabato c’è il Pordenone e poi le due trasferte contro Lecco e Novara. La situazione non è agevole, lo sapevamo fin da subito, però siamo sulla buona strada e ci siamo anche sotto il profilo mentale. Non dimentichiamo che non riusciamo mai ad avere tutti i giocatori a disposizione, sabato perdiamo Persia per squalifica, Parisi non recupera e più in generale alcuni giocatori scendono in campo al 50%. Questo ci costringe a fare delle scelte come Munari da interno a centrocampo, soluzione possibile e che ho adottato già alcune volte, tuttavia quello non è il suo ruolo». Durante la rifinitura si è fermato anche Cesarini che non sarà del match.

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