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Il ds piacentino Mario Barbieri porta il Borgo San Donnino in Serie D: «Cavalcata impressionante»

Il direttore sportivo ex Carpaneto e Nibbiano ha centrato una secondo promozione. «Ho la fortuna di lavorare per una società seria, ambiziosa e organizzata. La retrocessione della passata stagione ci ha insegnato a non ripetere certi errori. L'Agazzanese? E' stata super. Deluso dal Nibbiano»

C’è anche un po’ di Piacenza nella cavalcata trionfale del Borgo San Donnino che, dopo la cocente retrocessione della passata stagione, dopo un solo anno ha staccato nuovamente il pass per la Serie D vincendo il campionato di Eccellenza con tre turni di anticipo e una partita ancora da recuperare.
«Avevo ottime sensazione, ma sinceramente ti dico di “no”, non avrei ma pensato di vincere il campionato un mese prima considerando che c’erano almeno quattro squadre sul nostro livello. Dedico la vittoria alle mie figlie, Adele e Alice, dopodiché ho la fortuna di lavorare per una società seria, ambiziosa e organizzata».
Le parole sono quelle di Mario Barbieri, meglio noto come “Todo” che già aveva portato in D il Carpaneto qualche anno fa, poi ha sfiorato nuovamente l’impresa col Nibbiano nella stagione del Covid e infine ha concesso il bis col Borgo San Donnino.
«Ripeto, non mi aspettavo un successo di queste dimensioni, però nel corso della stagione ho percepito più volte la presenza del gruppo e infatti i numeri ci danno ragione: siamo in corsa per un record di punti, possiamo sfondare quota 90 e questo mette una pietra tombale sulla cavalcata clamorosa che hanno fatto i ragazzi».
Un paio di numeri per inquadrare l’impresona della formazione allenata dall’ottimo Luca Rastelli: 25 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte (imbattuti in casa, ndr), 76 reti segnate e 37 subite con una media inglese di +15.
«E dimentichi le dieci vittorie consecutive» - aggiunge Barbieri - «sono state quelle a dare lo strappo decisivo a dicembre. Noi arrivavamo dalla sconfitta contro il Colorno e davanti avevamo la delicatissima sfida col Nibbiano: da lì abbiamo trovato 30 punti filati che ci hanno permesso di fare il salto».

Mario Barbieri

E ADESSO LA SERIE D
«La nostra prima Serie D è stata strana perché arrivò al termine dell’anno del Covid, con un minigirone finito a giugno e quindi ci fu solo un mese di tempo per preparare un campionato che ti fa uscire dai dilettanti e ti avvicina ai professionisti: consideriamola come una piccola attenuante. Detto questo, aggiungo che in quella stagione abbiamo anche commesso degli errori e da quelli abbiamo imparato la lezione. Questa annata è frutto di quegli insegnamenti, già martedì ci siamo visti col presidente e ci siamo ricordati, a vicenda, di non commettere più certi errori. La Serie D è complessa: il Borgo San Donnino è una società di riferimento in Emilia Romagna, ma quando arrivi a livello nazionale il discorso cambia, sei semplicemente uno dei tanti. Ora è prematuro - prosegue Barbieri - parlare di giocatori: senz’altro in Serie D devi allenarti quattro giorni alla settimana al pomeriggio, poi c’è la rifinitura e la partita della domenica. E’ al limite col professionismo come impegno, diventa un mestiere, e alcuni dei nostri ragazzi dovranno lasciare per motivi di lavoro, tuttavia gli rimaniamo profondamente grati per quello che hanno fatto. Abbiamo trovato un perfetto mix tra giovani eccellenti e un gruppo di vecchi al top, che non è scappato dopo la retrocessione ma è rimasto con noi credendo nel progetto. Ed eccoci nuovamente in D».

Mario Barbieri 2-2

LE PIACENTINE?
Da piacentino, non possiamo non chiederti una valutazione. «Parto dall’Agazzanese. Il direttore sportivo Ghidini ha fatto le cose in modo eccezionale e sarebbe facile dirlo adesso, io lo dicevo fin da settembre. Ha inserito i giocatori giusti nei posti giusti. E’ da tempo che sta lavorando bene, senza parlare dei miei ragazzi perché non voglio far torto a nessuno, però il terzetto Mastrototaro, Forbiti e Reggiani dell’Agazzanese non ce l’ha nessuno in Eccellenza, ma nemmeno io pensavo che potessero fare così tanto da bene da essere lì in lotta per la seconda posizione».
Parliamo del Nibbiano? «E’ una piazza a cui sono molto legato e porto ancora con me il rammarico di averci fatto le due stagioni caratterizzate dal Covid, insomma due anni che diventa difficile valutare. Senz’altro loro hanno fatto un campionato ampiamente al di sotto delle aspettative, me li aspettavo nelle prime 3 o 4 posizioni e invece non hanno ancora la matematica salvezza in tasca».
Chiudiamo con la Castellana? «Ci credo davvero nella loro salvezza, sono stati bravissimi nel girone di ritorno e la svolta è arrivata anche dopo l’inserimento del nostro Storchi. Sono riusciti a cambiare passo, sarà decisivo il derby col Nibbiano dopo Pasqua».

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