Calcio

Via allo sport all'aperto ma senza spogliatoi. La conferma del coprifuoco potrebbe creare problemi a partite e tornei

La bozza del decreto riaperture dovrebbe essere approvata oggi in Consiglio dei Ministri. Stadi e palazzetti di nuovo accessibili dal primo giugno, ma potrebbero esserci delle eccezioni

La bozza del decreto riaperture che dovrebbe essere approvato oggi dal Consiglio dei Ministri conferma la ripresa di tutte le attività sportive all’aperto a partire da lunedì 26 aprile nelle regioni inserite in zona gialla e fa chiarezza su alcuni aspetti. Innanzitutto bisognerà attendere venerdì, con il consueto report settimanale, per conoscere in quali territori l’attività potrà riprendere. L’Emilia-Romagna dovrebbe essere fra quelli autorizzati, ma gli indicatori da tenere in considerazione sono parecchi e dunque sarà necessario aspettare ancora un paio di giorni per essere certi del reale ritorno in campo. Che poi, è bene precisarlo, verrebbe nuovamente sospeso se nelle prossime settimane i numeri dovessero peggiorare (nessuno se lo augura) con un nuovo conseguente passaggio in zona arancione.

Ripresa dunque di calcio, calcio a 5, basket, volley e di tutte le discipline praticate all’aperto con il divieto però di utilizzare gli spogliatoi. Niente doccia al termine degli incontri e nessuna possibilità di cambiarsi, bisognerà giocare e poi rientrare a casa. Confermate anche le altre date già previste, dal 15 maggio riapertura delle piscine all’aperto con uno spazio di almeno 10 metri quadri a persona. Dal primo giugno si potrà tornare in palestra con una distanza di almeno due metri.

Posticipata invece la riapertura di stadi e palazzetti. Si era parlato del primo maggio adesso invece la data definita è quella del primo giugno, anche se si sta lavorando ad alcune deroghe per eventi particolari, come le finali di Champions League di volley a Verona (il primo maggio) e gli Internazionali d’Italia di tennis (dal 9 dello stesso mese). Da capire se la riapertura degli impianti riguarderà qualunque competizione oppure si limiterà a quelle “di interesse nazionale” come viene riportato da alcuni organi di informazione. Comunque la capienza non potrà superare il 25 per cento dei posti totali, cancelli aperti per un numero non superiore ai 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto.

Ultima considerazione: si discute della proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio, con la conferma del coprifuoco dalle 22 alle 5. La discussione è avviata e va tenuta in considerazione anche l’idea di chi lo vorrebbe posticipare alle 23. Qualunque fosse la decisione ci sarebbero problemi anche per la reale ripresa dell’attività sportiva. Niente partitelle serali e soprattutto qualche difficoltà nell’organizzazione di tornei sportivi che soprattutto nei mesi caldi coinvolgono i più giovani. Si sta pensando di organizzare manifestazioni per consentire ai ragazzi di riprendere l’attività, il blocco intorno alle 21 (per il rientro a casa anche di chi magari abita a qualche chilometro di distanza) rappresenterebbe un’incognita ulteriore.

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