Scherma

Piacenza piange la scomparsa di Giuseppina Bersani, olimpionica di fioretto a Monaco 1972

Fu quarta nella prova a squadra dei Giochi tedeschi e campionessa italiana nel 1967, 1969 e 1974. Bossalini, presidente del Circolo Pettorelli: «Era una donna capace di far emergere la bellezza di questo sport»

Lo sport piacentino piange la scomparsa di Giuseppina Bersani. Se ne è andata a 74 anni l’atleta olimpica piacentina della scherma che partecipò ai Giochi di Monaco di Baviera nel 1972, ottenendo il quarto posto con la squadra azzurra di fioretto femminile. Pinuccia lascia un figlio.

Conosciuta da tutti come Pinuccia - ma chiamata Pinni dai suoi tantissimi giovani allievi - aveva iniziato la carriera proprio al Circolo Pettorelli. Più volte nazionale, Bersani ha gareggiato in tornei internazionali raggiungendo numerosi riconoscimenti. Nel 1970, tra gli altri, il Coni le ha conferito la Benemerenza di bronzo.

Ma nel palmares di Bersani spiccano il quarto posto ai campionati del mondo a Vienna nel 1971 e, prima, l’oro al torneo internazionale di Montecarlo (1968). Nel 1967 e 1969 è stata campionessa italiana, titolo tricolore che conquisterà di nuovo nel 1974 a squadre.

Colpito dalla perdita è Alessandro Bossalini, presidente del Pettorelli, che la ricorda con affetto: «Una grandissima campionessa. Sono legato a Pinuccia perché con lei ho condiviso una parte del percorso al Pettorelli. Era tornata a insegnare a piacenza negli Anni 2000, su mia richiesta. Aveva un grande entusiasmo nell’insegnare ai bambini, era comunicativa, esprimeva passione e felicità per la scherma. Era una donna capace di far emergere la bellezza di questo sport. Sono contento che abbia potuto lavoraree a Piacenza trasmettendo a una generazione di ragazzi questo entusiasmo”.

La giovane Pinni iniziò a impugnare il fioretto sotto la guida di uno dei padri del Pettorelli, il maestro Bruno Polidoro che lei stessa ha sempre ricordato con affetto. Carlo Polidoro, figlio di Bruno e anch’egli maestro, non ha dubbi: «Pinuccia è stata l’atleta più forte nel fioretto. La ricordo insieme con altre due bravissime, Silvana De Marco e Matilde Astrua. Mio padre Bruno l’ha seguita dagli inizi, fino a portarla in nazionale. E mio papà mi portava spesso a vedere le gare con la Bersani, sia nazionali sia internazionali. Poi, come è accaduto a molti atleti, anche lei emigrò a Milano, per confrontarsi con atleti di livello superiore».

Tra i primi a porgere le condoglianze, è stata la Federazione italiana scherma con il presidente Paolo Azzi: "Alla famiglia Bersani e a tutti gli amici della scherma piacentina giungono le più sentite condoglianze del Consiglio federale e della Fis". 

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