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Gabriele Cottarelli, direttore sportivo dell'Lpr

Gabriele Cottarelli, direttore sportivo dell'Lpr

Cottarelli, la nuova Lpr e il retroscena del corteggiamento a Fei

Il direttore sportivo biancorosso analizza le mosse di mercato. «Baranowicz era il nostro obiettivo principale, mentre con Fox avevamo un segreto che risaliva agli anni scorsi»

«Il secondo aspetto sul quale ci siamo concentrati sono stati gli schiacciatori. Avevamo Marshall e Clevenot sotto contratto ma volevamo confermare anche Parodi. La sua volontà collimava con il nostro desiderio di vederlo all’opera dopo una stagione, quella scorsa, dedicata a un completo recupero fisico. Adesso finalmente potrà iniziare la preparazione con i compagni e questo porterà grandi vantaggi. Al gruppo abbiamo aggiunto Kody e Hershko, due stranieri giovani che ci garantiscono una buona base di partenza».

A questo punto nella costruzione della squadra, considerate le conferme di Alletti e Manià, mancava l’ultimo pezzo del puzzle, un altro di quelli fondamentali: l’opposto.

«Abbiamo ragionato insieme e ci siamo detti: è libero Fei che si sposa bene con le caratteristiche di Baranowicz, ha lasciato un grande ricordo a Piacenza, è un professionista esemplare utilissimo sia in campo sia nello spogliatoio. Quanto tempo abbiamo impiegato per convincerlo? Una mezz’oretta perché le prime due telefonate sono andate a vuoto, aveva il cellulare occupato».

Per Fox si tratta di un ritorno in biancorosso dopo l’esperienza dal 2012 al 2014 (in cui però giocava da centrale) culminata con la conquista della Coppa Italia e della Challenge Cup. Cottarelli svela anche un retroscena per sottolineare l’attaccamento di Fei ai colori biancorossi. «Eravamo al matrimonio di Matteo Carancini, ai tempi nostro scoutman, mi si avvicinò Fox e mi disse: ho ancora un anno di contratto, voglio restare a Piacenza. In quel momento il futuro della società era molto incerto e gli consigliai di andare. Lui non era convinto, si disse disposto anche a ridursi l’ingaggio per rimanere, ma le condizioni erano davvero molto difficili e alla fine le strade si divisero. Però eravamo rimasti d'accordo che se le cose fossero cambiate ci saremmo risentiti. E così è stato».

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