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Giuliani: «Non ci siamo mai accesi». Hierrezuelo: «Pessimo atteggiamento». Le pagelle

Il tecnico: complimenti a Trento, noi male in contrattacco. Il regista: dovevamo fare molto di più

Clevenot in attacco contro il muro di Trento

E’ imbufalito Raydel Hierrezuelo, lo ha dimostrato chiaramente durante la partita, lo conferma anche fine incontro. «Non mi aspettavo una prestazione simile. La cosa più brutta è stato l’atteggiamento con cui abbiamo affrontato Trento. Era una sfida importante, giocavamo al PalaBanca, dovevamo fare molto ma molto di più».

C’è stato anche un pizzico di nervosismo di troppo nel finale, dovuto probabilmente al fatto che non riuscivate a esprimervi come volevate.

«Certo, quando sei in campo e ti rendi conto di non fare quello che vorresti penso sia normale innervosirsi».

Il discorso qualificazione è quasi compromesso.

«Sarà dura, dovremo andare a Trento a testa alta e giocare a pallavolo come sappiamo fare, questo è l’importante».

Più pacata, almeno esteriormente, l’analisi di Alberto Giuliani.

«Innanzitutto voglio fare i complimenti ai nostri avversari, autori di una gara senza sbavature. A noi sono mancati i cinque ace e un contrattacco che non ha messo a terra quanto siamo riusciti a crearci con la difesa, mentre nel cambiopalla siamo stati al livello della Diatec. Non so se l’atteggiamento sia stato davvero decisivo, certo stasera i ragazzi si sono dimenticati di guardare la classifica e forse si sentivano in obbligo di vincere. Non ci siamo mai accesi».

Nel finale di secondo set avete avuto più di un’occasione per cambiare l’inerzia della frazione e non siete mai riusciti a sfruttarla. Normalmente queste opportunità non le sprecate.

«Di solito il carico di questi palloni è affidato a Hernandez che purtroppo non era in splendida giornata e ha fallito quelle due o tre palle che potevano fare la differenza. Ma ci sta che una gara ogni tanto non venga come ci aspettavamo».

Poi ha anche sostituito l’opposto cubano, un modo per stimolarlo in vista dei play off?

«Esatto, per stimolarlo e anche per farlo riposare, visto che si stava già riposando in campo».

Adesso il discorso qualificazione è durissimo.

«Lo è perché c’è Trento che ci aspetta in casa. Ma la partita importante è la seconda, aspettiamo prima di dire che sia impossibile, andiamo a giocarcela».

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