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Le varianti del poker: il 7 card stud, l’alternativa al poker tradizionale

Estate importante per il circuito del poker live, con il piacentino Marco Bognanni secondo alle WSOP di Las Vegas nella specialità del Texas Hold’Em. Per lui un guadagno di quasi 170mila euro

Marco Bognanni: il piacentino è arrivato secondo nel prestigioso torneo di Las Vegas

E’ stata un’estate importante per il circuito del poker live, questa che si appena conclusa; specialmente per quanto riguarda il giocatore piacentino Marco Bognanni. Per il 34enne infatti ha significato entrare definitivamente nel circuito che più conta per il poker nazionale, ma soprattutto internazionale. Il suo piazzamento, secondo alle WSOP di Las Vegas, nella specialità del Texas Hold’Em, ha consentito a Mr. MagicBox, questo è il suo nickname, di arrivare al tavolo finale contro lo statunitense Robert Mitchell, sfiorando la vittoria per un soffio, o meglio per una coppia di assi. Per il giovane pokerista di Piacenza il secondo posto vale comunque, oltre che per il riconoscimento e il blasone della manifestazione, anche per la borsa, visto che si porta a casa la cifra di 183mila dollari, quasi 170mila euro. Insomma, malgrado sia sfumata la possibilità di tornare a Piacenza con il prestigioso braccialetto, a cui è legata una storia importante per il contesto del poker live e delle WSOP, resta questa bella prova e la convinzione che si può tornare nuovamente a Las Vegas, partendo però tra i favoriti per la prossima edizione delle World Series of Poker.

All’interno del contesto dei giochi di carte, il poker per lungo tempo ha avuto un’importanza fondamentale nell’offerta dei casinò live, così come per le sale da gioco virtuali di ultima generazione. Questo sia a livello internazionale sia per quanto riguarda il nostro Paese. Al suo interno il poker propone molte soluzioni e varianti, che hanno avuto successo temporaneo e non, pensiamo ad esempio al Texas Hold’Em, che specialmente in Europa non era così popolare e conosciuto, come invece nel Nord America e in particolare negli States. Nel tempo però abbiamo imparato a conoscere tutte le varianti possibili, rispetto al poker classico, come ad esempio l’Omaha Hi, la telesina, il poker texano e naturalmente anche il Seven Card Stud, noto anche come 7 card, o 7 card stud. Si tratta di un gioco maggiormente conosciuto e apprezzato negli ambiti dei veri appassionati di poker, siano essi legati al circuito e al contesto del gioco live, sia per quanto riguarda la variante del gioco online, sempre più conosciuto e apprezzato in Europa, come in Asia.

Seven Card Stud: uno dei giochi di carte più complessi e affascinanti

Se parliamo di 7 Card Stud dobbiamo necessariamente fare un salto nel passato, precisamente nei pirotecnici e stroboscopici anni ottanta, visto che in quel contesto patinato, ma tanto ricercato oggi dalla letteratura pop, dal cinema e dalle serie tv, questo gioco era la versione più conosciuta del poker, almeno negli Stati Uniti. Motivo per cui oggi si parla come di un grande classico immortale e intramontabile, che non a caso viene spesso riproposto nei filmati di repertorio, nei film dedicati al mondo del poker sportivo e nei documentari sul gambling. Naturalmente con il successo e lo strapotere attuale del Texas Hold’Em, il gioco a sette carte, passa in secondo piano, fino ad assumere un contesto legato appunto alla nicchia dei veri esperti di gioco e degli amanti del poker tout court. Detto questo, bisogna individuare le fasi salienti di un gioco, che seppur praticato con 7 carte, invece delle solite 5, ricorda molto da vicino la formula del poker classico, in quanto esclude small e big blind, come formula, ma ancora di più, si differenzia rispetto al poker alla texana e all’Omaha, in quanto non vi sono carte comuni, come appunto avviene nel gioco del poker classico, dove però il gioco viene svolto con solo cinque carte di cui possiamo chiedere al croupier di cambiarne quattro.

Le regole del gioco per il 7 card stud

I giri di scommesse sul 7 card stud, prevedono però un Ante, che sta per una puntata iniziale e anticipata, a cui seguono nelle varie fasi di gioco altri cinque giri di scommesse. In genere in questo gioco la parola passa a chi ha le carte migliori o peggiori; questa spiegazione dettagliata potrebbe far pensare che si tratti di un gioco lento, ponderato e basato sull’analisi, ma questa considerazione è vera solo in parte e riguarda essenzialmente la primissima fase di gioco. Superato il primo giro di scommesse, il gioco assume tutto il suo potenziale in termini di spettacolo, fino a culminare con la fase finale detta appunto River o 7th Street. Già dai nomi possiamo quindi dedurre come questo classico gioco di poker affondi le sue origini e le radici in un contesto tipicamente statunitense, motivo per cui è celebrato molto in certe pellicole hollywoodiane di stampo classico. Come per tutti gli altri giochi di poker, resta in gioco colui il quale non folda, continuando a scommettere e a puntare sul proprio punto. Il numero massimo di cinque puntate, è una delle peculiarità del 7 card stud, che rimane una delle varianti di poker più spettacolari per gli amanti del gioco puro.

Conclusione

Uno dei motivi per cui il 7 card stud non è popolare come il Texas Hold’Em o come l’altra variante dell’Omaha Hi, è dovuto essenzialmente al fatto che si tratta di un gioco piuttosto complesso, in termini di regole, di svolgimento e di drive; tuttavia per chi entra nelle logiche più sofisticate del poker, è possibile che questo gioco diventi rapidamente il vostro preferito e l’unico che andrete a praticare fino ad affinare la tecnica per carpirne i segreti nascosti e reconditi. Nel gioco del poker la logica e la strategia assume spesso sfumature fondamentali che dettano la distanza tra chi vince e chi perde. Tutto questo vale soprattutto in un gioco di abilità come il poker sportivo che durante gli ultimi anni è diventato sempre più famoso e conosciuto in Europa anche grazie agli sponsor legati al circuito del calcio professionistico, sia in Italia, ma ancora di più in Premier League inglese e nella Liga Spagnola.

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