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Per Michele Gazzoli è il giorno Mondiale: «Sarà una gara aperta, io ci provo»

Il corridore del Cadeo Carpaneto al via a Bergen, in Norvegia, da campione europeo e dopo un recupero lampo seguito alla doppia frattura alla clavicola

Michele Gazzoli in maglia azzurra (f. Rodella)

Scocca l’ora del grande giorno per Michele Gazzoli, talento dell’Aspiratori Otelli Vtfm Carin Nacanco Baiocchi Cadeo Carpaneto che sabato 23 settembre sarà al via della prova in linea Juniores ai Mondiali su strada di Bergen in Norvegia. Le prime pedalate sono previste alle 9,30, con 4 giri di un circuito da percorrere per complessivi 135 chilometri e 500 metri che separeranno partenza e arrivo. Insieme al bresciano, per l’Italia ci saranno Luca Colnaghi, Andrea Innocenti, Giulio Masotto, Fabio Mazzucco, Luca Rastelli e Filippo Zana, mentre la riserva in patria è Andrea Bagioli.

Per Gazzoli, si tratta di una partecipazione di diritto, dal momento che Michele è il campione europeo di categoria in carica dopo l’impresa continentale di inizio agosto in Danimarca. Una partecipazione che era stata involontariamente messa in discussione dalla rovinosa caduta in agosto ai Mondiali su pista a Montichiari, con doppia frattura alla clavicola sinistra, operata l’indomani. Il corridore di Ospitaletto, però, ha bruciato le tappe nel recupero, salendo ben presto in sella per mettere nel mirino con estrema determinazione la partecipazione iridata.

«Sento ancora un po’ di fastidio – sono le parole di Gazzoli alla vigilia dei Mondiali norvegesi – ma ho voluto fortemente essere presente a questa manifestazione. Sapevo di potercela fare per recuperare, poi ho accelerato un po’ i tempi. Per il resto, lo stato di forma è in crescendo, ho finito in precedenza la fase di carico e negli ultimi giorni ho scaricato per cercare di farmi trovare pronto per la gara».

Sette giorni prima dell’appuntamento di Bergen, per lui è arrivato il terzo posto in azzurro a Marina di Massa nel Circuito della Riviera Apuana. «Un risultato un po’ inaspettato – confessa Michele – perché pensavo di non arrivare bene in fondo. Ora mi appresto a vivere il mio quarto Mondiale complessivo; a livello emotivo un po’ sono abituato, ma indossare la maglia azzurra dà sempre grandi stimoli».

Infine, gli obiettivi per la corsa iridata. «Vedremo, io ci provo – sorride – il percorso presenta una salita non impossibile, ci saranno ritmi elevati e sarà difficile scattare. Mi sembra comunque un Mondiale aperto a varie soluzioni».

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