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Pro Piacenza: le pagelle di un'impresa meravigliosa

Il Pro Piacenza saluta il calcio dilettantistico e vola in prima classe verso la Lega Pro. Una cavalcata fenomenale, frutto di un gruppo affiatato, mai domo, supportato da un ambiente ideale. Ora è il tempo della gioia e della festa, ma tra poco...

Fotoservizio Maurizio Spreafico e Stefano Galli-19
Il Pro Piacenza saluta il calcio dilettantistico e vola in prima classe verso la Lega Pro. Una cavalcata fenomenale, frutto di un gruppo affiatato, mai domo, supportato da un ambiente ideale. Ora è il tempo della gioia e della festa, ma tra poco le classiche "maniche di camicia" andranno tirate su per bene al fine di costruire una rinnovata realtà, fusione o non fusione, senza compromettere le fondamenta che hanno sostenuto la compagine verso la via del trionfo. Intanto, proviamo ad aprire il registro e dare i voti di fine anno agli "eroi del Siboni" partendo dal presupposto che quando si porta a termine una missione di tale grandezza, tutti meriterebbero il massimo.

LUCA DONNARUMMA 6/7: la sua stagione è stata positiva, coronata da alcune prestazioni, vedi il derby di ritorno, davvero notevoli. L’aspetto più interessante per questo ragazzo riguarda gli amplissimi margini di miglioramento. Continuando a lavorare duramente e con serietà, il numero uno rossonero potrà affermarsi tranquillamente nel calcio dei grandi. SPERANZA.

ALESSANDRO CASTELLANA 7/8: Una delle sorprese più belle per la corazzata rossonera. Umiltà, concretezza, efficacia e una corsa da maratoneta nato. Quanti chilometri ha solcato ‘il Caste’ in questo esaltante torneo! Là sulla parte destra del campo, il piacentino ha formato con capitan Matteassi una fascia esplosiva, che le altre compagini possono solo sognarsi. PROFETA IN PATRIA.

SIMONE CARMINATI 7/8: A sinistra troviamo un altro giocatore superbo che unisce forza fisica a un mancino vellutato. E’ arrivato a novembre alla corte di mister Franzini, dopo aver rischiato di non accasarsi a nessuna realtà pallonara. Sarebbe stato uno scandalo bello e buono; merito del presidente Scorsetti e dei tecnici rossoneri, è stato quello di credere in questo talento. FRECCIA ROSSA(NERA).

UMBERTO COLICCHIO 7,5: Esperienza, classe, serietà, dedizione. Il leader della difesa piacentina è stato questo e molto di più. Franzini gli ha consegnato il ruolo di primo regista della squadra; quindi non solo diga alzata a protezione della porta, ma anche iniziatore della manovra d’attacco. E poi, come calcia lui i rigori… MAGISTER.

DANIELE RIETI 7,5: testimonianza concreta di come l’attaccamento alla maglia possa diventare il motore per migliorarsi costantemente. Dai tempi della promozione, questo ragazzo ha vissuto tutte le emozioni con il Pro, guadagnandosi con merito le stellette del veterano. Con Colicchio, è riuscito ad arginare le bocche di fuoco avversarie. Senza mai scottarsi. POMPIERE.

JACOPO SILVA 7,5: uno così, lo vorrebbero tutti. Il De Rossi di Bobbio, a volte bloccato da sfortunati guai fisici, ha saputo calarsi perfettamente nella parte, dando un contributo essenziale alla causa. Mediano o stopper poco importa, il risultato è stato estremamente positivo. Una delle colonne indispensabili su cui fondare il luminoso avvenire. PUNTO FERMO.

ALESSANDRO CAZZAMALLI 7: una prima parte di stagione formidabile (e il Pro lì ha vinto il campionato), una seconda condizionata da un infortunio nel periodo invernale che ha lasciato qualche livido. La sua prestanza ha intimorito gli avversari e il suo carattere ha trascinato i compagni a non mollare mai. Il Colosseo della Serie C aspetta il suo Massimo Decimo Meridio. GLADIATORE.

LORENZO MARMIROLI 8: vedere giocare ‘il Lollo’ è un piacere irrinunciabile. Nonostante la giovane età, ha saputo mettere in riga centrocampisti avversari dal pedigree più appariscente e guadagnarsi la fiducia di tutto l’ ambiente. Eleganza pura, concretezza marcata e un sorriso che abbaglia. TODA JOIA.

LUCA MATTEASSI 8,5: E’ inutile sforzarsi a trovare termini adeguati per descrivere il capitano. Dalle tribune del Siboni, si poteva avvertire nitidamente la voglia matta di vincere di questo giovanotto classe 79. In ogni partita, il suo contributo è stato eccelso. Gol, assist, corsa a più non posso, dribbling ubriacanti che lasciavano sul posto i malcapitati di turno. C’E’ SOLO UN CAPITANO!

STEFANO FRANCHI 8: talento puro. Al di là delle 18 segnature realizzate, il bomber della capolista ha distillato giocate d’autore da stropicciarsi gli occhi. Attivo su tutti i fronti dell’avanguardia rossonera, nei momenti di lieve flessione, ha saputo mettersi al servizio dei compagni, anteponendo il bene collettivo alle aspirazioni personali. TOP PLAYER.

MICHELE PICCOLO 7+: Forse da lui ci si aspettava qualche rete in più, ma Franzini, a dire il vero, gli ha consegnato un compito ben più arduo che essere una macchina da gol: essere il faro illuminante per tutta la manovra offensiva del Pro. Lui ha recepito il messaggio, mettendosi a completa disposizione. GARIBALDI.

ENRICO BIGNOTTI 6/7: provatelo a prendere in velocità. Se sbaglia è perché va troppo forte. Spesso non è partito con gli undici iniziali, ma ha saputo conquistare il rispetto di tutti con prestazioni maiuscole, volate imprendibili e gol pesanti. VELOCISTA.

DANIEL JAKIMOVSKY 6,5: ritagliarsi un posto da protagonista in Serie D non è semplice nemmeno per coloro che hanno calcato palcoscenici ben più importanti, da immaginarsi allora le difficoltà per uno che si è fatto la gavetta dal basso. Eppure il jolly dell’Est ha saputo sfruttare con intelligenza le proprie doti, senza mai scomporsi. Quando chiamato alle armi, non si è certo tirato indietro. TUTTOFARE.

MATTEO DELFANTI 6/7: Genio e sregolatezza per uno dei talenti più cristallini del calcio piacentino. Utilizzato con un po’ troppa parsimonia durante l’anno, quando entra sul terreno di gioco non passa mai inosservato. Soprattutto ai difensori avversari. ALTAFINI

ALESSANDRO CORTESI 6: Arrivato dall’altra sponda calcistica cittadina, non ha saputo conquistare completamente i cuori del Siboni. Le capacità ci sono e non si discutono; deve lavorare sodo per aspirare a diventare un protagonista. Intanto si è capito che a tagliare capelli e folte chiome non ha rivali. BARBIERE DI SIVIGLIA.

Mister ARNALDO FRANZINI e tutto il suo staff tecnico 9: Nella storia, i grandi eserciti, quelli vittoriosi, hanno sempre avuto condottieri formidabili. Il tecnico di Vernasca ha dimostrato di non essere secondo a nessuno dal punto di vista tecnico e tattico. La sua conquista ha un sapore ancora più dolce perché costruita da lontano, con pazienza, disciplina e studio. ALESSANDRO MAGNO.

Come Cazzamalli ha dichiarato nel post gara contro la Sanbonifacese, un elemento imprescindibile per spiegare la storia di questo successo, sta nel ‘fattore panchina’. Durante l’anno, in poche occasioni consecutive, mister Franzini ha potuto schierare gli stessi undici, vuoi per i maledetti infortuni, vuoi per squalifiche, non sempre digerite con il sorriso. A sostituire quelli che nel calcio antico venivano chiamati ‘titolari’, ci hanno pensato quelli che nel football serio del XXI secolo vengono etichettati come ‘contromosse’. Ragazzi sempre sul pezzo, lì sul campo di allenamento a macinare chilometri nonostante il minutaggio della domenica non offriva troppe soddisfazioni. Gregari d’eccellenza, a servizio dei capitani. Senza il loro contributo, il loro impegno, la loro voglia matta di rendersi utili per la causa, lo scudetto sarebbe stato un sogno possibile, ma non concretizzabile. Per LUCA TENDERINI, SIMONE PESSAGNO, MIHAI TAMAS FEHER, LUCA SANTI, GIULIO MELEGARI, GIUSEPPE PASARO, PAOLO DOSI, MICHELE BALLERINI e tutti i ragazzi della juniores che hanno sudato e faticato con i colleghi più esperti, va una menzione speciale, fondamentale.
Pagelle a cura di Alberto Rossi
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