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Fiorenzuola - Guglieri: «Torno dove c'è ambizione»

Ettore Guglieri non nasconde la sua soddisfazione per essere tornato “a casa”. Dopo la trafila nel settore giovanile del Piacenza e un lungo peregrinare per il centro-nord della Penisola (da Voghera a Pizzighettone, da Biella a Massa, da...

Ettore Guglieri
Ettore Guglieri non nasconde la sua soddisfazione per essere tornato “a casa”. Dopo la trafila nel settore giovanile del Piacenza e un lungo peregrinare per il centro-nord della Penisola (da Voghera a Pizzighettone, da Biella a Massa, da Verolanuova a Carpenedolo, da Montichiari a Noceto), il mancino di Farini, classe 1984, riparte dal Fiorenzuola, portando con sé un grande bagaglio di esperienza, frutto di sei anni di serie C e più o meno altrettanti di serie D.

Guglieri arriva dopo un campionato a Noceto, con 28 presenze e 4 reti. Quando il rinnovo con la società parmense pareva cosa fatta, ecco l’offerta del Fiorenzuola, che l’ex Piacenza definisce irrinunciabile. “A Noceto probabilmente non se l’aspettavano – ammette il neorossonero – il mercato era ormai agli sgoccioli e anch’io, ormai, pensavo di restare a Noceto, dove peraltro mi sono trovato alla grande. Poi però è arrivata la chiamata del diesse del Fiorenzuola Guarnieri, a cui non potevo proprio rinunciare per tante ragioni: il ritorno in serie D dopo la parentesi in Eccellenza con i Crociati, la vicinanza da Farini, dove vivo, e la voglia di vestire la maglia del Fiorenzuola. Già qualche anno fa c’era stato un abboccamento, ma ero sempre vincolato e non se ne era mai fatto nulla”.

Tra l’altro ritroverai parecchi amici.
“Certo da Piccolo con cui ho giocato a Pizzighettone, a Piva con cui ho diviso il settore giovanile del Piacenza. Ma conosco anche i vari Petrelli, Franchi, Lucci e Fogliazza”.

Hai già parlato con mister Mantelli e il presidente Pinalli?
“Non ho ancora avuto il piacere, ma le parole del diesse Guarnieri mi hanno caricato non poco: so che c’è l’ambizione di fare bene e sono convinto che ci sarà parecchio da divertirsi”.

In carriera hai ricoperto più ruoli: dove ti trovi più a tuo agio?
“Il mio ruolo preferito è quello di interno di centrocampo, ma in carriera ho spesso giocato esterno, sia basso, che alto, senza troppi problemi”.

Che opinioni ti sei fatto dei gironi?
“Quello Lombardo è sicuramente competitivo, però è anche stimolante: quasi tutte le squadre giocano e lasciano giocare, al contrario di altri gironi nei quali l’agonismo la fa da padrone”.
Filippo Ballerini

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