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Calcagno (Assocalciatori): «Il Pro Piacenza se non salda gli stipendi rischia l'esclusione dalla Serie C»

Durissimo intervento del vicepresidente dell'AIC: «Chi non ha la possibilità di finire il campionato deve essere fermato subito, escludere la società dalla Serie C e svincolare d’ufficio i giocatori».

Umberto Calcagno, vicepresidente dell'Assocalciatori

I fatti accaduti tra lunedì e martedì hanno acceso nuovamente i riflettori sul Pro Piacenza e sulla gestione Pannella che è ripiombata nel tunnel di inizio ottobre. Il mancato pagamento degli stipendi il 17 dicembre - che segue il ritardo nella scadenza del 16 ottobre - porterà a una maxi penalizzazione ma l’effetto più immediato è la dichiarazione dello stato di agitazione da parte dei calciatori per domenica. Nella serata di martedì il comunicato dell’Assocalciatori, firmato dal presidente Tommasi e dai giocatori, ha posto un’altra data limite: «O la società salda gli stipendi di settembre, ottobre e novembre entro venerdì 21 dicembre o la squadra non scenderà in campo nel match di domenica contro la Pro Vercelli».
Un replay esatto di quanto visto lo scorso ottobre solo che, questa volta, i margini di rientro sono davvero risicati anche solo per la bomba che il dg Londrosi, nella mattinata di ieri, ha sganciato sulla testa del presidente Pannella presentando un esposto in Procura contro la gestione del massimo dirigente romano. Curioso il passaggio in cui Londrosi parla di «volontaria omissione, con motivazioni inaccettabili, di pagare gli stipendi di settembre e ottobre».
Ieri la squadra non si è allenata, ufficialmente c’era una giornata di riposo, in realtà i giocatori si sono riuniti per decidere cosa fare e prendere contatti con l’Assocalciatori.

Aic che ha rincarato la dose nella serata di martedì attraverso una dichiarazione del vicepresidente Umberto Calcagno che sul quotidiano online tuttoc.com ha usato parole durissime: «La situazione è grave già da tempo nel Pro Piacenza e i giocatori affronteranno il Natale senza tre mensilità. Cosa succederà? Non ci sono altre via di fuga - spiega Calcagno - o la società salda gli stipendi oppure tutto finisce. Non possiamo permettere a un team di scendere in campo senza aver ricevuto gli stipendi, sarebbe una mancanza di rispetto verso i calciatori e andrebbe a inficiare la regolarità del campionato. Chi non ha la possibilità di finire il campionato deve essere fermato subito, escludere la società dalla Serie C e svincolare d’ufficio i giocatori».

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