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Piacenza - Verso Novara: Nicco c'è Corradi no. Franzini: «Mese terribile, teniamo botta e cerchiamo risultati»

Il tecnico: «Il Novara si è rinforzato e noi siamo diversi, più solidi, rispetto alla partita di andata. Febbraio? Il mese non è decisivo ma ci dirà molto perché abbiamo tre scontri diretti tutti in trasferta»

Arnaldo Franzini, quarta stagione sulla panchina del Piacenza

Il Piacenza si tuffa nel mese più difficile della stagione, febbraio, con un dovere - cioè quello di provare a portare a casa il bottino pieno in almeno uno dei tre scontri diretti in calendario - e una robusta consapevolezza: la squadra è maturata e lontano dal Garilli, dati alla mano, è un osso durissimo per tutti.
Indichiamo febbraio come mese più difficile ma non fondamentale, visto che i campionati si decidono tra marzo e aprile, perché il programma è da vertigini: domenica si va a Novara, poi c’è l’Abissola in casa, turno infrasettimanale a Carrara il 13, il 17 al Garilli arriva la Pro Patria e chiusura il 24 febbraio a Chiavari contro la grande favorita Entella. Tre scontri diretti in trasferta e due gare abbordabili in casa: con 9 punti i biancorossi sarebbero in perfetta media ma il campo è un’altra cosa e può succedere di tutto. Il Novara, invece, è in serie utile da 15 partite: l'ultima sconfitta risale al 17 ottobre scorso quando perse in casa con la Pro Patria, dopodiché solo pareggi e vittorie.

Mister, il Novara ha perso terreno rispetto all’andata: quello di domenica va considerato davvero come uno scontro diretto?
«Certamente perché tutte le otto big del girone sono ancora in corsa, Pisa compreso, i campionati si decidono in primavera ma tutte le favorite si sono rinforzate davvero tanto sul mercato di gennaio. Il Novara ha inserito dei pezzi da novanta. Ci aspetta un mese terribile, dove in pratica andremo ad esaurire quasi tutti gli scontri diretti ad eccezione di Arezzo, Siena e il recupero con l’Entella, perciò sarà fondamentale tenere botta a febbraio cercando di portare a casa qualche risultato pieno».

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A Pisa c’è stato un buon segnale: la squadra ha terminato la partita in crescendo dal punto di vista atletico.
«Sì è stato un buon segnale da parte dei ragazzi. Il Pisa ha spinto tanto per 50’ minuti, poi siamo usciti noi. Siamo stati bravi a rimontare e questo è importante sotto il profilo mentale, inoltre abbiamo chiuso spingendo più noi di loro. E’ stato un gran secondo tempo, tuttavia i primi 45’ non sono stati assolutamente soddisfacenti».

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