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Sabato, 27 Novembre 2021
Piacenza Calcio

Piacenza - La domenica speciale di Andrea Corbari: «Sarà una grande emozione contro il Fiorenzuola»

Il centrocampista è il grande ex della sfida perché con i rossoneri ha assaggiato il «calcio vicino al professionismo». E' tornato ai suoi livelli e si è ripreso la mediana biancorossa. «Sono un diesel, nelle ultime settimane mi sono sentito sempre meglio e dentro alla squadra è scattato qualcosa»

Realab Proposta2-74 (trascinato)Uomo di punta prima, uomo mercato poi e uomo del rilancio oggi. Andrea Corbari racchiude un po’ tutto quello che è stato negli ultimi mesi del Piacenza. Il centrocampista è stato al centro di un tira e molla estivo con l’Entella per la sua cessione, alla fine è rimasto in via Gorra e dopo una partenza a singhiozzo, nelle ultime settimane si è ripreso il ruolo che gli compete: cioè quello di leader della mediana ed è il grande ex della sfida di domenica col Fiorenzuola perché, come dice lui stesso, «è stata proprio la società rossonera a portarmi in Serie D, cioè in un calcio che più si avvicina al professionismo».
Corbari, però, fa anche un passo indietro. «In estate non c’è stato alcun problema con il Piacenza, le posizioni erano chiare fin dall’inizio. Ho chiesto di essere ceduto per provare a salire un gradino nella mia carriera da professionista, il club mi ha risposto che mi avrebbe ceduto se si fossero verificate le giuste condizioni».

Quindi?
«La situazione non si è creata, quindi sono rimasto senza remore. L’Entella è stata l’unica a farsi avanti ma la situazione giusta per tutti non si è verificata».

Lei però è partito a singhiozzo nel primo mese e mezzo di campionato anche se, c’è da dire, è già a quota 4 reti quindi ha una media superiore allo scorso anno. Eppure?
«Eppure è semplicemente successo che non va sempre tutto alla perfezione mentalmente e poi io sono sempre stato un giocatore che ci mette un mese e mezzo a entrare in forma. Sono un diesel, per questo motivo ho faticato un po’ all’inizio. Dalla partita contro la Giana Erminio ho iniziato a sentirmi meglio e tutto il resto è venuto di conseguenza».

Il problema del ruolo è invenzione nostra?
«A me piace inserirmi negli spazi di continuo, il mio ruolo preferito rimane quello di mezzala, partendo magari una decina di metri dietro ai compagni del reparto più avanzato ma in realtà va bene anche qualunque altra posizione. La verità è che in campo c’è molta interpretazione delle situazioni quindi modulo e posizione contano fino a un certo punto».

Anche il Piacenza sembra aver finalmente svoltato.
«Ci mancava un piccolo passo di maturità che è arrivato nelle ultime gare. Anche prima avevamo fatto bene ma tutto rimane sempre vincolato al risultato che, se non arriva, può essere un problema. Ora il passo in avanti che dovevamo fare è avvenuto, sia a livello di squadra sia a livello di singoli».

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