Atletica

Il salto nel futuro di Andrea Dallavalle: «Pazzesco, non ho parole. Sono entrato nell'atletica dei grandi»

Il piacentino vince gli Italiani di categoria con 17.35 e si qualifica per Tokio. «Dedicato a mio zio Dario, scomparso un mese fa»

L'esultanza di Andrea Dallavalle dopo il salto (Foto di FIDAL GRANA/FIDAL)

«Mi sta andando a fuoco il telefono». E’ raggiante Andrea Dallavalle quando risponde da Grosseto dove è appena atterrato a 17.35 nel Salto Triplo ottenendo qualificazione per le Olimpiadi di Tokio (il minimo richiesto era 17.14), abbattendo il “muro” dei 17 metri e conquistando il primato italiano di categoria. Se proprio vogliamo, bisognerebbe aggiungere che si tratta della quarta misura italiana di sempre; insomma, un balzo nel futuro.

Non dirmi che ti aspettavi questa misura, non ci crederebbe nessuno.

«Sono sincero, di arrivare a 17 metri ci speravo proprio, sentivo che avrei potuto farcela, ma 17.35 era davvero troppo anche solo da sperare. E’ davvero pazzesco, non ho parole. Devo ancora realizzare cosa ho fatto veramente».

L’impressione è che tu abbia iniziato a esultare ancora prima di atterrare, ti eri reso conto di essere arrivato molto ma molto lontano.

«A volte mi capita, ma stavolta no. Però appena sono arrivato nella sabbia ho sentito che la tribuna esultava allora mi sono detto: adesso inizio a festeggiare anche io».

E hai iniziato a saltare per tutto lo stadio.

«Mi si è chiusa la vena perché era qualcosa di inatteso. Questa misura significa essere entrati nell’atletica dei grandi. Sia chiaro, c’è ancora tanto da fare e ne sono consapevole, ma il livello adesso è davvero elevatissimo».

Pensare che lo stacco non è stato un granché, hai lasciato almeno una ventina di centimetri.

«No no, diciamola tutta, peggio di così proprio non potevo fare. Ma non potevo chiedere di più, è andato bene tutto il resto. Però significa che c’è margine ulteriore, posso ancora crescere».

Cambia la tua estate: a fine luglio-inizio agosto non puoi prendere impegni, ci sono le Olimpiadi di Tokio.

«Prima erano un sogno, poi sono diventati un obiettivo, adesso so che fra un mese ai Giochi ci sarò anche io. Davvero, è assurdo. Non ho parole».

Questo cambia anche i tuoi programmi delle prossime settimane?

«Mi sono sempre detto: devo qualificarmi, adesso sono sicuro di partecipare. Ora vediamo come sviluppare la fase di avvicinamento, ci sono gli Italiani assoluti e gli Europei Under 23, valuteremo nei prossimi giorni».

A chi dedichi questo risultato fantastico?

«A tutte le persone che mi sono state vicino, dalla famiglia agli amici. Ma il pensiero principale va a mio zio Dario, che è mancato un mese fa. Era un mio supertifoso, la sua scomparsa è stata un momento duro per tutta la famiglia. Appena ho visto la misura ho subito pensato a lui, è un peccato che non sia qui a festeggiare con tutti noi».

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