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Il Piacenza mercoledì nella tana della Carrarese: serve una reazione d'orgoglio dopo lo stop con l'Albissola

Biancorossi chiamati a invertire la rotta: una sola vittoria nelle ultime 7 gare è troppo poco per rimanere agganciati al treno di testa. Franzini senza Nicco e Della Latta dovrà inventarsi nuovamente il centrocampo

La trasferta di mercoledì pomeriggio a Carrara (ore 14.30) è un crocevia importante - ma non fondamentale - nel cammino del Piacenza che va nella tana del miglior attacco del campionato con due pesantissime assenze, Della Latta e Nicco, e un bagaglio di dubbi alimentati dal deludente pareggio contro l’Abissola. Sarebbe questo il momento di serrare i ranghi e non tramutare i passi falsi in picconate al solido muretto costruito nel girone di andata: il campionato più equilibrato e difficile degli ultimi anni sta entrando nel vivo, il Piacenza è aggrappato alle primissime posizioni e tra recuperi, scontri diretti, ventilate radiazioni di alcune squadre, la classifica è ancora tutta scrivere.
Innegabile come il Piacenza stia mostrando da un paio di mesi una notevole difficoltà non tanto nell’attaccare, piuttosto nel supportare la manovra offensiva e in questo senso risultano decisivi i crolli verticali di Nicco, Marotta e Della Latta, come è innegabile che il rapporto tra il tecnico Franzini e il pubblico sia ai minimi termini. Strano, visto che ci sono ancora 14 partite di regular season da vivere tutte d’un fiato, ma il solo fatto che nelle ultime ore il direttore sportivo Matteassi sia stato costretto a gettare acqua sul fuoco parlando di «tecnico che rimane fino a fine stagione» lascia ampiamente intuire come l’ambiente si stia sgretolando proprio nel momento del bisogno. A Carrara il tecnico Baldini sparge entusiasmo, a Piacenza (con una partita in meno) si piange.
Per inciso, dopo i fischi piovuti domenica sera sulla squadra - e gli inviti a Franzini a «dimettersi» - il ds Matteassi nella giornata di lunedì è stato a colloquio con la squadra: il gruppo è compatto e dovrà essere bravo a estraniarsi da tutto, al tempo stesso è ora che Sestu e soci diano uno scossone al torpore degli ultimi mesi: una vittoria, quattro pareggi e due sconfitte nelle ultime 7 gare sono un bottino troppo magro per chi ha l’obiettivo di rimanere agganciato al treno delle prime tre di testa.

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