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Franzini si congeda dal “suo” Piace: «Un’esperienza eccezionale, non potrei definirla diversamente»

Il tecnico ha rinunciato a un anno di contratto. Si conclude un ciclo lungo 5 stagioni, fatto di tante vittorie e anche qualche amarezza. «Era arrivato il momento di salutarsi, farà bene a entrambi»

Con la rescissione contrattuale di Arnaldo Franzini si chiude un ciclo molto felice per il Piacenza Calcio. Il mago di Vernasca è stato amato, osannato, alla fine criticato anche aspramente da una parte del pubblico piacentino. Ma sta di fatto che Franzini e il Piacenza - almeno se si parla degli ultimi 4 anni e mezzo - sono stati una cosa sola. Vederlo andare via lascia una sensazione strana: «L’emozione c’è perché se mi guardo indietro vedo tutto quello che abbiamo fatto in questi anni», racconta Franzini a Sportpiacenza, «tuttavia ho preso la decisione senza rimpianti. Credo fosse arrivato il momento giusto per entrambi, sia per me che per la società».

Il tecnico aveva maturato la decisione di andarsene già da mesi. Lo aveva annunciato durante uno sfogo in sala stampa a margine della sconfitta in Coppa di serie C contro la Juventus Under 23. Eppure, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, nelle ultime settimane sembrava che il tecnico avesse lasciato aperto uno spiraglio: «La verità è che non ho mai cambiato idea da allora, però quando mi veniva chiesto mi sembrava corretto dirlo prima alla società e dopo alla stampa. Io credo che non si possa chiudere un rapporto senza parlarne prima di persona, anche perché io e la società siamo sempre andati d’accordo e mi sembrava giusto così».

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L’incontro di giovedì pomeriggio al Garilli, quindi, è stato più che altro un modo per salutarsi. «Non c’è stata trattativa», ha proseguito l’allenatore di Vernasca, «sono convinto che fosse una cosa che voleva anche la società. Dopo il cambio di direttore sportivo e l’addio di tutti i giocatori, era giusto che il nuovo ds potesse ripartire con le mani libere anche nella scelta dell’allenatore. Anche se fossi rimasto, non avrei avuto le giuste motivazioni per proseguire. Quindi, ripeto, penso che la mia partenza faccia bene a entrambi».

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