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Tre indagati dopo la manifestazione di martedì 3 novembre contro il Dpcm

Sono piacentini fra i 25 e i 60 anni che "non hanno rispettato le autorizzazioni di protesta statica trasformandola in un corteo non autorizzato"

Tre persone indagate a piede libero dopo la manifestazione dello scorso martedì 3 novembre che ha visto protagonisti anche i gestori di palestre e centri sportivi per protestare contro il Dpcm che ne prevedeva la chiusura.

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Questa la nota ufficiale

La manifestazione di martedì 3 novembre, così come quella tenutasi lo scorso 26 ottobre, se da una parte ha dato nuovamente voce ai gestori di esercizi pubblici, contrari ad alcune disposizione contenute nel D.P.C.M. datato 24 ottobre, dall’altra è stata l’occasione per alcuni manifestanti di compiere azioni contrarie alle normative vigenti.

Nello specifico, dopo una prima fase in cui i partecipanti all’evento hanno inneggiato slogan ed esposto striscioni di protesta nei confronti delle restrizioni imposte dal Governo, rispettando le prescrizioni dettate dalla normativa che prevede la staticità delle manifestazioni, in una seconda fase, alcuni manifestanti hanno dato vita ad un corteo che ha raggiunto Piazza Cavalli, percorrendo viale del Pubblico Passeggio, via Santa Franca e via Sant’Antonino.

Più volte i Rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno fatto presente che la manifestazione si sarebbe dovuta svolgere in maniera statica, ma, nonostante gli avvertimenti, alcuni soggetti hanno dato vita ad un corteo che ha raggiunto Piazza Cavalli.

In considerazione di ciò, la Polizia di Stato ha indagato a piede libero 3 persone (italiane dai venticinque ai sessanta anni), identificate quali promotori del corteo grazie alle riprese realizzate dagli operatori della Polizia Scientifica.

I tre manifestanti dovranno rispondere dei reati di “inosservanza dei provvedimenti dati dall’Autorità” e “inosservanza delle prescrizioni” imposte dal testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

La Polizia, come già chiarito in passato, è presente per garantire che ogni cittadino possa manifestare le proprie idee, anche di dissenso, nel rispetto della legge.

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