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Vincenzo Spadafora, Ministro dello sport

Vincenzo Spadafora, Ministro dello sport

Il mondo dello sport piomba nuovamente nel caos. Intanto Spadafora dichiara: «Lavoriamo a una riapertura graduale da gennaio»

E' bastata l'aggiunta della parola "preminente" nel nuovo Dpcm per bloccare buona parte dello sport dilettantistico e giovanile fino al 15 gennaio nonostante la curva dei contagi si stia riducendo

Ancora una volta, come era già successo ma come si sperava non si verificasse più, lo sport italiano è nel caos. E’ bastata una parola in più per creare nuovi problemi di interpretazione e gli ennesimi divieti che hanno creato smarrimento nei milioni di giovani e di dilettanti che praticano sport nel nostro Paese. L’aggiunta nel Dpcm del 3 dicembre dell'aggettivo “preminente” a fianco di “competizioni di livello agonistico riconosciute di interesse nazionale” ha fatto sì che alcune federazioni, in testa quella della pallavolo, abbiano stoppato anche gli allenamenti di tutte le categorie giovanili e delle società impegnate nei campionati regionali e provinciali (per intenderci dalla Serie C in giù). Una decisione che ha creato sgomento e enorme preoccupazione, anche perché pare priva di senso logico. Fino al 2 dicembre, dunque nel pieno della pandemia, le sedute erano consentite per tutti. Da oggi invece, quando molte regioni tornano in zona arancione o gialla e gli esperti sostengono che stiamo entrando nella fase calante, ecco che arriva uno stop totale per almeno un mese e mezzo, fino al 15 gennaio.

Resta da chiedersi se esista un minimo di collaborazione e di coordinamento fra i vari organismi che lavorano in ambito sportivo. A maggior ragione quando, a poche ore dall’uscita del nuovo Dpcm e dalla decisione di alcune federazioni, Vincenzo Spadafora, ministro dello sport, dichiara sulle colonne de “Il Foglio Quotidiano”: “Ho chiesto al Cts di essere audito prima di Natale perché vorrei lavorare, con le regioni che continueranno a essere zone gialle dopo Natale, a una graduale riapertura degli sport di base già da gennaio. Spero si possa fare, sarebbe un bel modo per provare ad aprire il 2021 con un sorriso in più”.

Non resta da sperare che nei prossimi venti giorni, mentre i ragazzi italiani rimarranno davanti alla playstation, il ministro e il Cts trovino il tempo di discutere anche dello sport.

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