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Domenica, 5 Dicembre 2021
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Dal 26 aprile riparte lo sport, da maggio riaprono stadi e palazzetti. Ma le incognite sono ancora parecchie

Decisa accelerata del premier Draghi. Ma ora bisognerà capire quali saranno i protocolli definiti dalle federazioni

Le date ormai sono ufficiali, anche se dovranno essere ratificate dal Consiglio dei Ministri in programma la prossima settimana. Ma è ovvio che non sarà possibile un passo indietro dopo la conferenza stampa del premier Mario Draghi che ha dato una svolta decisa alla ripresa dello sport. Dal 26 aprile ripartenza di tutti gli sport di contatto (calcio e calcetto compresi) che si svolgono all’aperto e in zona gialla, dal 15 maggio si potrà tornare in piscina, sempre all’aperto, mentre dall’1 giugno riapriranno anche le palestre. Novità pure in tema di spettatori. Il numero limite degli ingressi verrà fissato nel decreto atteso nei prossimi giorni, ma gli esperti del ministero hanno definito un documento che parla di 1000 persone sugli spalti in strutture all’aperto e 500 in quelle al chiuso già a partire dal primo maggio.

Le basi scientifiche per il cambio di passo? Sembra che le fondamenta siano rappresentate da uno studio irlandese secondo il quale le possibilità di contagio all’aperto sono ridottissime, praticamente solo un caso su mille si verifica outdoor.

Fatte queste premesse i nodi sono sostanzialmente due. Il primo: il via libera alle discipline praticate all’aperto significherà un’immediata ripresa degli sport amatoriali, mentre bisognerà capire come si muoveranno le federazioni affiliate al Coni. Per intenderci: gli amici che il giovedì sera si trovano per il calcetto o per giocare a basket potranno farlo senza problemi, per i tesserati delle varie federazioni invece bisognerà aspettare e capire quali saranno i protocolli. Non dovrebbero esserci problemi per la ripresa degli allenamenti “regolari”, dunque con il contatto, da capire invece cosa succederà per eventuali tornei o campionati. Esempio pratico: il Governo ha concesso il via libera per scendere in campo, questo ormai è assodato, ma se le normative di qualche federazione (è un’ipotesi) dovessero prevedere la possibilità di effettuare gare ufficiali solo dopo l’effettuazione di tamponi allora non è da escludere che molte società possano fare un passo indietro per evidenti problemi economici. Sempre in attesa di regole certe è impossibile che si conceda l'utilizzo degli spogliatoi, visto che il via libera è autorizzato solo per attività all’aperto.

Seconda considerazione: negli impianti potrà entrare chiunque o solo determinate categorie? Per ora si parla di persone vaccinate, chi ha già passato il Covid o chi effettuerà un tampone. Considerato il prezzo dell’esame diventa difficile capire quanti potranno essere i tifosi pronti a sostenere un costo magari più alto del prezzo del biglietto per assistere a una partita. E soprattutto: la stessa regola varrà per le gare di Serie A e per le partite di tornei giovanili?

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