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Domenica, 22 Maggio 2022
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Ecco come fare il nuovo Return to play. All'Ausl di Piacenza tempi di attesa ridotti: «In 7-10 giorni effettuiamo i nuovi esami»

C'era timore per un possibile sovraffollamento dovuto alle tante richieste degli atleti colpiti dal Covid, invece per il momento non ci sono particolari problemi. «Ma il numero degli ammalati sta aumentando, non è detto che fra qualche settimana la situazione sia la stessa»

Immagine REALAB-2Il nuovo Return to play, riservato agli atleti che hanno avuto il Covid e devono tornare in campo dopo la malattia, per il momento non sta creando problemi all’Ausl di Piacenza. Le norme pubblicate nei giorni scorsi prevedono per la maggiorparte degli sportivi una riduzione dei tempi di attesa dopo la negativizzazione da 30 giorni, quanto prevedeva il vecchio protocollo, a 7 o 14, in base alla data di vaccinazione oppure se si è stati sottoposti o meno alla dose booster.

Il timore, fondato, era che la struttura faticasse a reggere i ritmi considerato che le numerose richieste di chi è rimasto vittima della malattia andavano sommate al lavoro ordinario di chi vede scadere la validità annuale della visita agonistica. Altro aspetto da considerare: in queste settimane la Medicina dello sport deve fare i conti con una riduzione di organico visto che alcuni dottori stanno rinforzando le Usca, servizio fondamentale per l’assistenza domiciliare.

In realtà in questa prima fase non si stanno registrano grossi problemi. Non ci sono lunghe attese, come conferma il dottor Giorgio Chiaranda, referente del Centro di Medicina dello Sport di Piacenza. «A oggi riusciamo ad evadere tutte le domande nel giro di sette o al massimo dieci giorni. Se arriva una richiesta non appena l’atleta si è negativizzato effettuiamo il Return to play in tempi rapidi anche perché, per rispondere alle esigenze degli utenti, abbiamo aperto delle finestre che garantiscono una maggiore disponibilità». Precisazione: non si tratta di una ripetizione della visita medica “classica” per l’idoneità sportiva, visto che il protocollo prevede, per chi ha passato la malattia in modo lieve, solamente i controlli cardiaci come elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, ma non l’esame delle urine, della vista o la spirometria. Altra considerazione: nel nuovo documento non si “obbliga”, ma si scrive che “preferibilmente” il Return to play va effettuato nella stessa struttura in cui si è svolta la visita originaria. «Questo per semplificare i vari passaggi e soprattutto per consentire al medico di avere immediatamente sotto controllo tutti i test del passato». E chi è guarito prima dell’entrata in vigore delle nuove norme può comunque attendere una settimana e non 30 giorni.

Quella fotografata da Chiaranda – bene chiarirlo - è la situazione odierna. «I numeri dei contagi fra i minorenni in questa fase sono parecchi, parliamo di centinaia di persone, e le richieste stanno aumentando». Diventa difficile dunque fare previsioni sulla situazione fra qualche settimana e capire se i tempi di attesa rimarranno identici o si allungheranno.

A livello pratico, per prenotare il nuovo controllo dopo l'infezione bisogna chiamare l’Asl (per chi decide di servirsi della struttura pubblica) e inviare un’e-mail al medico che ha effettuato l’ultima visita. Sarà lui a indicare la data e i nuovi controlli da effettuare in base alla gravità della malattia e allo stato di salute dell’atleta.

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