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Il viaggio di Claudio Pelizzeni tocca quota 100 giorni

In cinquanta giorni da Piacenza a Kathmandu, senza prendere aerei, attraverso la Svizzera, la Germania, la Repubblica Ceca e la Polonia. E poi il passaggio in Bielorussia per arrivare a Mosca. Da lì, in Transiberiana, ha varcato gli Urali, porta...

Il viaggio di Claudio Pelizzeni tocca quota 100 giorni - 1
In cinquanta giorni da Piacenza a Kathmandu, senza prendere aerei, attraverso la Svizzera, la Germania, la Repubblica Ceca e la Polonia. E poi il passaggio in Bielorussia per arrivare a Mosca. Da lì, in Transiberiana, ha varcato gli Urali, porta d’accesso dell’Asia per arrivare fino ad Irkutsk sulle coste del lago Baikal. La dura Siberia (ma bellissima in questa stagione) ed il viaggio interminabile, 77 ore di treno attraverso 5 diversi fusi orari ed oltre 5000 km. 

Prosegue senza sosta il giro del mondo senza aerei del piacentino Claudio Pelizzeni (leggi qui la sua storia), che lasciata la Siberia si è diretto in Mongolia per visitare Ulan Batoor, l’antica capitale di Gengis Khan Karakhorum, il parco nazionale del  Tereljini ed il deserto di Gobi. Il tutto accompagnato da migliaia di animali allo stato brado come mucche, cavalli, yak, aquile e condor . Lui ci racconta questi viaggi nei video che puntualmente ogni settimana posta sul suo sito internet www.triptherapy.net.  

La terapia del viaggio prosegue poi fino a Pechino in Cina. Qui attraverso nuovi esaltanti cibi, Claudio Pelizzeni ha attraversato tutto lo stato passando dall’antica Ping Yao all’esercito di terracotta di Xian fino ad incontrare il raro Panda Gigante a Chengdu. Per raggiungere Kathmandu richiede un permesso per visitare il Tibet e qui testimonia direttamente il genocidio culturale perpetrato dai cinesi a seguito dell’invasione a fine anni ’40. A metà giugno ha compiuto 33 anni al campo base dell’Everest, in una notte di luna piena senza nubi che hanno regalato al viaggiatore un quadro mozzafiato. Il giorno dopo ha varcato a piedi la frontiera Tibet/Nepal attraverso il piccolo ponte dell’amicizia per arrivare poco dopo a Kathmandu. Nel suo blog ci racconta che è un dei momenti più emozionanti incontrati finora in quanto è la prima di tante frontiere che dovrà attraversare a piedi per poter compiere l’intero giro del mondo senza aerei.

Qui il viaggio di Claudio si interrompe per altri 50 giorni impegnato come volontario in un orfanotrofio sperduto nella Kathmandu Valley. Di questa esperienza Claudio porta con se un incredibile insegnamento di vita che ci tiene a raccontare con questa storia tratta dal suo sito. L’Onlus presso cui presta servizio si chiama Human Traction e con un video realizzato appositamente Claudio ci richiede sostegno per aiutare questa associazione. A tal proposito per chi fosse interessato questo l’iban per le donazioni IBAN IT47 Y033 5901 6001 0000 0077 678. Volontariato, ma non solo. Per Claudio il Nepal è anche l’occasione di effettuare un impegnativo trekking sull’Annapurna, diventare vegetariano e frequentare un corso di meditazione molto rigido proprio in questi giorni.

Dopo la meditazione l’India lo aspetta e poi tutto il resto del mondo che Claudio intende coprire nei restanti 900 giorni senza mai poter contare su un aereo. L’impresa del piacentino si distingue anche per il fatto che Pelizzeni è diabetico e deve quotidianamente affrontare ulteriori rischi e contrattempi. La TripTherapy sembra tuttavia funzionare testimoniandoci che ha notevolmente ridotto i quantitativi giornalieri del farmaco oltre ad aver perso qualche chilo di troppo con glicemie sempre sotto controllo.  E il budget? Si era promesso 15 euro al giorno, sono stati rispettati? Per il momento no poiché la Russia e la Mongolia hanno imposto tempi e costi dall’alto impatto sul budget. Tuttavia da quando è in Nepal ci assicura che il risparmio è notevole e qui a volte riesce a spendere anche meno di 1 euro al giorno. Insomma i conti, come sempre, si faranno alla fine.

Il bilancio di questi primi 100 giorni? «Positivissimo, sto bene e sono sempre più in pace con me stesso inoltre sento sempre più di aver compiuto la scelta giusta nel mollare il mio lavoro e quella vita abitudinaria per assecondare i miei sogni e desideri. Ritengo che bisogna vivere seguendo le proprie ambizioni e soprattutto passioni, ricordandoci che tutti i beni materiali di cui ci circondiamo sono perlopiù inutili e le cose più importanti non sono materiali. Credo che la felicità e la gioia siano lo scopo della vita. Se sappiamo che il futuro sarà molto buio o doloroso, perdiamo la nostra determinazione a vivere. Credo che raggiungere o provare la felicità sia lo scopo stesso della vita».
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