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I consigli dei Medici Sportivi per ridurre al minimo il rischio di contagio da coronavirus

La federazione che raccoglie circa 4mila medici associati ha reso noto 18 regole per assicurare la possibilità di praticare l’attività fisica nelle migliori condizioni e senza danno per la salute

Per una corretta gestione dell’emergenza Coronavirus all’interno del mondo dello sport, occorre partire da una premessa. Il virus mostra ad oggi livelli di contagio altissimi ma – fortunatamente - indici di mortalità molto bassi (circa il 2%, fonte OMS). Occorre, altresì, osservare che il rilievo in Italia è diverso rispetto ad altri paesi, poiché l’Italia scrina attraverso il tampone anche gli asintomatici, mentre gli altri Paesi intervengono solo sui sintomatici. Inoltre, i decessi in Italia hanno riguardato persone con sistema immunitario indebolito a causa di comorbosità (sovrapposizione di altre patologie). Questo implica che occorre intervenire a livello di prevenzione attraverso l’adozione di norme igienico-sanitarie e buone prassi che l’atleta deve osservare sia nella vita quotidiana, sia in tutte le fasi di gara e di allenamento. Cosa quanto mai importante sia nel mondo dilettantistico, sia nel settore professionistico, dove peraltro il presidio è assicurato dalla figura del Medico Sociale. Questo implica, oltremodo, la necessità di una linea diretta di coordinamento tra Ministero della Salute, Ministero dello Sport, CONI e FMSI, in qualità di Federazione medico-scientifica del CONI stesso, che preveda indirizzi univoci e attenta applicazione degli stessi. In particolare, la FMSI - attraverso i propri 4.000 Medici associati - funge da punto di riferimento per la massima diffusione degli indirizzi assunti. Sono all’uopo elaborate le seguenti indicazioni che, certamente in linea con quelle generali del Ministero della Salute, sono specifiche per i momenti di gara e di allenamento, ma anche per quelli di trasferta e tengono conto altresì delle caratteristiche distintive delle varie discipline sportive. L’obiettivo è comune: assicurare la possibilità di praticare l’attività fisica nelle migliori condizioni e senza danno per la salute.

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