Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Il nuovo dpcm e l'attività sportiva: dichiarazioni contraddittorie di Speranza e Spadafora

Il ministro della Salute anticipa che palestre e piscine rimarranno chiuse, il responsabile dello Sport parla di un incontro decisivo con il Cts e di una possibile ripresa dell'attività a fine gennaio

Arrivano dichiarazioni contraddittorie su quello che potrebbe contenere il prossimo dpcm, pronto a sostituire le norme attuali in scadenza il 15 gennaio. Il Governo lavora sulle nuove regole da dettare per un periodo che, si dice, dovrebbe essere compreso fra un mese e 45 giorni. E qui le notizie che escono dagli incontri attualmente in corso non permettono di fare chiarezza sul futuro dello sport.

Il ministro Roberto Speranza nelle ultime ore ha dichiarato che si pensa «di confermare tutte le misure vigenti, a iniziare dal coprifuoco per proseguire con la chiusura di palestre e piscine». Qualche novità potrebbe riguardare le piste da sci, ma il responsabile del dicastero della Salute non anticipa nulla e dunque diventa difficile capire di cosa si tratti, visto che proprio in mattinata le voci sulla proroga di una chiusura degli impianti erano molto insistente.

Dall’altro lato ci sono le dichiarazioni di Vincenzo Spadafora, Ministro per lo sport, che ha annunciato per domani un incontro con il Cts per discutere di una possibile riapertura, ameno parziale, di qualche attività. Sul tavolo le lezioni individuali da consentire nelle palestre e uno spiraglio, già anticipato nelle scorse settimane, per una ripartenza anche dell’attività sportiva di base alla fine del mese di gennaio. “Stiamo lavorando ogni giorno con il Cts – ha postato il ministro su facebook – e confido che entro fine mese si possa ricominciare a fare sport”.

Insomma, quanto detto da Speranza e quanto scritto da Spadafora non sembrano andare nella stessa direzione. Difficile credere che con palestre e piscine chiuse si possa tornare in campo, anche solo per gli allenamenti, specie in una fase in cui da più parti si chiede un aumento delle limitazioni e soprattutto sembra ormai certa una ridotta capacità di spostarsi fra le varie zone d'Italia. Allora non resta che continuare ad aspettare, come d’altronde il mondo sportivo ha fatto per mesi, in attesa di conoscere le decisioni del Governo.

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