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Ripartono gli allenamenti per gli sportivi di "interesse nazionale". Ma la burocrazia blocca quasi tutto

Mancano i protocolli per le singole discipline. A Piacenza riapre il Dordoni, ma lunedì potranno prepararsi solamente Andrea Dallavalle e Norberto Fontana

Il Campus Dordoni completamente deserto

AGGIORNAMENTO - Nel pomeriggio la Fidal sul proprio sito ha reso noto questo comunicato, che riportiamo integralmente:

Sulla base delle disposizioni contenute nel DPCM del 26 aprile scorso, da domani, lunedì 4 maggio, gli atleti di interesse nazionale, così come definiti dalla FIDAL la scorsa settimana, potranno riprendere la propria attività di allenamento, all’interno di impianti aperti nelle modalità stabilite dal Governo. Gli elenchi di coloro che hanno diritto alla ripresa dell’attività sono stati trasmessi ai Comitati regionali FIDAL, ai quali fa dunque capo la gestione degli stessi sul territorio (clicca qui per accedere ai siti web del Comitati regionali).

È un primo passo verso il ritorno alla normalità post emergenza Covid-19, o meglio, l’applicazione della cosiddetta “Fase 2” all’atletica leggera su pista e pedane, che si unisce al via decretato per l’attività motoria all’aperto (possibile seguendo le indicazioni di sicurezza, basate fondamentalmente sul distanziamento sociale).

“In un momento doloroso per il Paese – le parole del presidente federale Alfio Giomi – la riapertura, seppur parziale, delle attività di allenamento dell’Atletica Italiana, rappresenta per tutti noi uno spiraglio di luce in fondo al tunnel. Il cammino è ancora lungo, e la responsabilità individuale, l’attenzione ai comportamenti che ognuno di noi è ancora chiamato a prestare, risulterà determinante per un ritorno alla vita per come la conoscevamo prima. Gli atleti e le atlete che saranno in pista domani, ci rappresentano tutti”.

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Ripartono gli allenamenti per gli sportivi “professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali”. Ma quanti saranno i piacentini che da lunedì 4 maggio potranno tornare veramente a sudare per sedute che, ormai si sa, in questa prima fase potranno essere esclusivamente in forma individuale? Pochi, anzi pochissimi.

Per il momento il Campus Dordoni riaprirà, ma ospiterà solamente due atleti: Andrea Dallavalle e Norberto Fontana. Il primo è un triplista di livello assoluto, capace di vincere medaglie anche a livello europeo e di partecipare agli ultimi Mondiali assoluti di Doha, mentre il secondo è il detentore del titolo italiano Promesse di lancio del giavellotto. Solo loro in tutto il Dordoni, senza nemmeno gli allenatori, che in specialità simili sono fondamentali.

Il perché lo spiegano Fabrizio Dallavalle, presidente dell’Atletica Piacenza, e Tiziana Bignami, tecnico dell’Atletica Cinque Cerchi. «La Federazione di atletica qualche giorno fa ha presentato una proposta al Governo che prevedeva la ripresa per tutti i maggiorenni capaci di ottenere il minimo per le qualificazioni agli Italiani assoluti e di categoria. Nelle scorse ore il presidente Giomi ha avuto un incontro e in via ufficiosa pare che l’idea sia stata accettata, ma stiamo attendendo il via libera definitivo e fino a quel momento al Dordoni potranno presentarsi solamente Dallavalle e Fontana». Complessivamente sarebbero 18 gli atleti che, qualora arrivasse l’ok, potrebbero entrare al Campus di strada Agazzana evitando di allenarsi in parchi o aree verdi come invece saranno liberi di fare da lunedì. «Per il momento – spiegano in coro i responsabili – possiamo solamente aspettare. Ma nel frattempo abbiamo già predisposto la struttura definendo il protocollo di utilizzo che prevede il distanziamento fra gli atleti, attrezzi personali, la pulizia degli ostacoli e l’obbligo per chi utilizzerà i materassi di salto in alto e salto con l’asta di sistemare un telo».

Da capire invece se potrà scendere in vasca Giacomo Carini, nuotatore piacentino che aveva come obiettivo la qualificazione ai Giochi di Tokyo, ora rinviati al 2021. Lui, ovviamente, è pronto a tuffarsi in acqua, ma Paolo Barelli, presidente della Federnuoto, ha bloccato tutto. «Stiamo attendendo le linee guida della Presidenza del Consiglio, se non arrivano non abbiamo la possibilità di ripartire».

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Un “via libera” a metà dunque per lo sport italiano, soprattutto per questioni burocratiche ancora da definire che però al momento bloccano la reale ripartenza almeno degli atleti di vertice.

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