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"Strategia, testa e intelligenza". Il tennis di Giordano Maioli, campione e imprenditore

Ha vinto titoli italiani in singolo (battendo Pietrangeli), doppio e doppio misto con Lea Pericoli. Attualmente è ai vertici de L’Alpina Maglierie Sportive, azienda che produce abbigliamento per il marchio Australian

Giordano Maioli è stato campione italiano di tennis nei lontani anni Sessanta, e appartiene alla generazione del boom economico che tanto bene ha fatto a questo Paese: “Lo sport è una grossa fetta di vita – mi disse una volta – mi occupo comunque di tante altre cose. Il mondo è molto, molto più grande di un campo da tennis”. Giordano è infatti un imprenditore sportivo di successo, da anni è ai vertici de L’Alpina Maglierie Sportive, azienda che produce abbigliamento per il marchio Australian; entrò come addetto al marketing, fino a conseguire l’incarico di direttore generale e ad acquisire poi le quote di maggioranza dell’azienda di cui oggi è presidente. I figli Lorenzo e Andrea ricoprono il ruolo di Ceo e di responsabile marketing. Piacenza è sempre stata orgogliosa per i successi sportivi e imprenditoriali di Maioli: “Avrei potuto scegliere di vivere altrove – mi confidò un pomeriggio alla Galleria Biffi Arte dell’amico Pietro Casella – ma la Nino Bixio e il fiume, piazza Cavalli e il Duomo sono sempre stati richiami troppo forti”. Il giornalista Giorgio Bocca scrisse anni fa un bellissimo libro che s’intitola “Il provinciale” e Giordano in questo libro potrebbe riconoscersi, “perché – sostiene – la provincia prima della globalizzazione ti faceva provare stati d’animo ineguagliabili”. Prosegue: “Il gioco nel tennis è totalmente cambiato rispetto ai miei tempi, oggi tutto è più veloce, come la società con le sue nuove forme di comunicazione social”.

La sua infanzia gravita attorno a piazza Duomo. Allora l’oratorio era un elemento di forte aggregazione, perché c’era un progetto di vita attorno alle parrocchie: “Ricordo ancora il pallone di cuoio rimbalzare contro i muri dei Chiostri. Sensazione bellissima. Penso anche a monsignor Angelo Agazzi, il parroco che in Duomo mi ha battezzato e che nel 1978, mi ha sposato. Questa è la mia Piacenza, un prete amico che ti sta accanto una vita intera. Ho girato il mondo in lungo e in largo e ho scelto come compagna di vita una piacentina. Mia moglie Antonella abitava in via Giordani, io in piazza Cavalli, al palazzo Ina”.

Quando ci si incontra mi ricorda di avere ancora in mente il mio volto all’emittente televisiva Telelibertà. Ero giornalista televisivo locale (di territorio), avevo il compito di seguire il Piacenza e le mie interviste domenicali avevano un’audience significativa, Giordano era tra coloro che si rivedevano gli highligts della partita e le dichiarazioni dei protagonisti. Piacenza è questa, se sei giornalista ti occupi non solo di sport ma anche di cronaca e spettacoli e il mio volto negli anni Novanta era familiare e rassicurante. Tornando a Giordano, ha praticato il tennis con abnegazione, passione e dedizione. Era inoltre dotato di un’ottima tecnica. Si afferma sportivamente nel 1966 quando sovvertendo ogni pronostico conquista il titolo italiano sconfiggendo in tre set Nicola Pietrangeli. E’ stato inoltre quattro volte campione italiano di doppio, tre volte in coppia con Sergio Tacchini e con Gianni Ocleppo. Ha conquistato il tricolore anche nel doppio misto, due volte, in coppia con Lea Pericoli.

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