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Judo, nuoto, atletica, ciclismo e calcio: Luciana Meles, una vita sportiva straordinaria

La piacentina ha vinto anche uno scudetto con la Brevetti Gabbiani e vestito la maglia azzurra in più discipline

Intanto arriva una proposta della Lubiam Lazio che offre a Luciana un ingaggio cui non può rifiutare. Così, insieme alla sorella Tiziana e a Rosa Rocca, decide di provare una nuova avventura. Verranno poi contattate da Mario Cappellini, il nuovo sponsor del Piacenza titolare di un mobilificio, ma la decisione giocare nella Lazio è definitiva e nell’agosto del 1977 a Rimini la Lubiam si aggiudica la Coppa Italia ai calci di rigore. Nella formazione capitolina Luciana Meles ha disputato cinque campionati consecutivi. Lasciata Roma, prosegue la carriera con il Rodengo Saiano e la società calcistica Bergamo (non si chiama Atalanta) in Serie B, prima di far ritorno per un'ultima stagione a Piacenza, dove termina l'attività agonistica nel 1981. Esordisce nella Nazionale di calcio femminile il 23 febbraio 1968, nella partita disputata a Viareggio contro la Cecoslovacchia, la prima della rappresentativa azzurra. Viene convocata anche per la Coppa Europa del 1969, scendendo in campo nella finale vinta per 3-1 sulla Danimarca; rimane nel giro della Nazionale totalizzando 13 presenze e una rete.

È stata inoltre tra le fondatrici del sindacato di categoria delle calciatrici (Aigc), nato su  iniziativa della Meles nel 1978: “Con le mie compagne della Nazionale – ha spiegato a glieoidelcalcio.com – stilammo un elenco di problematiche che necessitavano di essere risolte. Innanzitutto bisognava introdurre un’assicurazione che ci coprisse in caso di infortuni. Inoltre ritenevamo corretto che venisse riconosciuto un rimborso spese a tutte quante, a quell’epoca venivano pagate solamente alcune, le più brave. Il progetto fu portato avanti, incontrammo il presidente dell’Aic, Campana che ci indicò le linee guida da seguire. Così nel marzo del 1978 nasce l’Associazione Italiana Calciatrici e le prime riunione si tengono a Brescia nella sede dell’Aic. Vi aderiscono, all’inizio, una trentina di atlete. Quando la Federazione viene a conoscenza di questa nuova associazione sindacale mi convoca a Roma per avere informazioni in merito e mi squalifica per sei mesi. Rimasi molto male, ma nello sport come nella vita i diritti sono sacrosanti e nel tempo, l’Associazione ha avuto la giusta valorizzazione, anche se i percorsi in tal senso sono sempre molto difficili”.

Non c’è solo il calcio nella carriera di Luciana Meles, perché prima di dedicarsi allo sport più popolare inizia l'attività atletica nel 1965, praticando il getto del peso e il lancio del giavellotto con la Libertas Piacenza; in quest’ultima specialità nel 1968 vince i campionati italiani “Libertas” a Reggio Calabria. Sempre nel 1968 stabilisce il record provinciale Under 17 di getto del peso con palla da 4 kg (11,05 metri). Nel 1969 esordisce in Nazionale e contro la Jugoslavia stabilisce il suo miglior risultato nel peso con 12,35 metri, mentre nelle annate successive ottiene piazzamenti nei campionati italiani. Grazie a tali prestazioni viene nominata miglior atleta nel 1969. Nel 1971 stabilisce il record provinciale Under 18 con palla da 4 kg superato solo nel 2012. Pratica il judo dal 1966, con la Samurai Piacenza e nel 1969 giunge seconda nei campionati nazionali juniores; nel febbraio 1970 ottiene a Torino i titoli di campionessa italiana juniores e speranze, e con essi il grado di cintura nera. Negli anni successivi entra nel giro della Nazionale italiana. Diceva il tennista e allenatore di tennis Stan Smith: “Vincere è fantastico, ma è la lunga strada per arrivarci che ne vale la pena”. Questa frase vale anche per Luciana Meles.

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