Giovedì, 18 Luglio 2024
Tutti i campioni del mio cuore

Ippolito Sanfratello e il sogno olimpico che diventa realtà

Dopo aver dominato il mondo nel pattinaggio a rotelle conquista l'oro ai Giochi di Torino 2006 nel pattinaggio su ghiaccio

“C’è sempre qualcosa di speciale nel mettersi un paio di pattini, e uscire e muoversi come nessun altro può fare. Libertà è la prima parola che mi viene in mente”. Questa è una bellissima frase di Randy Gardner, figura che pochi ricordano ma che tra il dicembre del 1963 e gennaio del 1964, a soli diciassette anni rimase sveglio per 11 giorni e 24 minuti, battendo ogni record finendo direttamente nel Guinness dei primati, un giovane aveva una grande passione per i pattini a rotelle. Tutto questo per dire che la realtà spesso supera ogni forma di fantasia: come la storia di Ippolito Sanfratello, una favola sportiva che nemmeno il più inguaribile degli ottimisti avrebbe osato immaginare, perché se è vero che – come diceva Denis Waitely, coach e motivatore – i perdenti vedono strade ghiacciate e i vincenti mettono i pattini da ghiaccio, Ippolito appartiene alla seconda categoria perché proprio pattinando sul ghiaccio ha conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi del 2006 a Torino.

Sanfratello, nato a Piacenza nel 1973 si laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Piacenza nel 1998. Fino a qualche anno prima di mettere i pattini da ghiaccio è un campione della corsa a rotelle: inizia a gareggiare nel 1981 con la Libertas Piacenza, sotto la guida di Franco Bertolini che lo allenerà per tutta la carriera. Nel 1989 il passaggio al Gruppo sportivo  Scaltenigo a Venezia, a causa della cronica assenza di una pista adeguata a Piacenza, ma nel 1997 rientra definitivamente nella Libertas considerato che in quegli anni viene realizzato il pattinodromo.

Sanfratello s’impone già da ragazzino all’attenzione degli addetti ai lavori, infatti nelle categorie giovanili si aggiudica quattro medaglie d’oro ai Giochi della Gioventù, dodici titoli italiani e anche alcuni titoli europei. Nel 1991 il passaggio alla categoria Senior e nonostante due anni di inattività per uno stop dovuto a un problema cardiaco, si aggiudica venti titoli italiani assoluti e quattordici titoli europei. Dopo aver battuto nel 1996 il record mondiale della 300 a cronometro su strada durante i campionati mondiali, nel 1997 a Padova fissa il limite mondiale del Chilometro lanciato che migliorerà nel 1998, nel 2003 e nel 2004. Nel 1999 conquista il record mondiale nei mille metri in linea e quello nei 15mila metri ed è suo anche il record del miglio stabilito a Padova nel 2000.

Svestita nel 1999 la maglia azzurra, si dedica in particolare all’attività internazionale prima come atleta e poi come team manager, aggiudicandosi numerosi allori in ogni parte del mondo. Inoltre Ippolito Sanfratello in qualità di product manager della Fila introduce sul pattino in linea diversi miglioramenti adottati dai migliori pattinatori. Riassumendo, la carriera di Ippolito Sanfratello sulle rotelle annovera oltre duecentocinquanta vittorie tra cui otto titoli mondiali, otto record mondiali, sedici titoli europei, trentadue titoli italiani, cinque “Sei Giorni” e sei maratone. Un autentico campione, dotato di tecnica e di intelligenza. Ma il pattinaggio a rotelle non ha la visibilità di altri sport individuali e pertanto quelle affermazioni rimangono purtroppo fissate sugli almanacchi ma non regalano a questo campionissimo la visibilità e la notorietà che meriterebbe.

Il Coni riconoscendo le grandi doti di questo atleta gli assegna quattro medaglie d’oro al Valore atletico e nel 1996 entra nella commissione atleti del Coni mentre nel 2005 viene eletto consigliere federale della Fihp. Questo è Ippolito Sanfratello a rotelle, ma i successi e soprattutto il suo straordinario bottino di vittorie non gli bastano, vuole partecipare alle Olimpiadi. Dopo aver sperato nell’ammissione delle rotelle ai Giochi e venuti meno proprio per questo motivo i necessari stimoli, decide di svoltare per dedicarsi al pattinaggio su ghiaccio. Ha spiegato più volte Ippolito che vedere l’americano Parra, suo ex avversario sulle rotelle, salire sul podio a Salt Lake City nel ghiaccio, è stata la molla decisiva per cimentarsi con questa nuova disciplina con grande volontà, così gradualmente Sanfratello entra a far parte della Nazionale italiana. Comincia a scalare le gerarchie internazionali anche se dirà che la prima volta che ha messo i pattini su ghiaccio ha pensato di non farcela. La vita ha però percorsi strani, imprevedibili e per allenarsi sul ghiaccio lascia il lavoro e si trasferisce a Baselga di Piné in Trentino, dove hanno sede la pista e la sua società. La famiglia lo supporta, gli dà forza e coraggio e così arrivano anche i risultati. Dalla stagione 2004-2005 fa parte della Nazionale di pattinaggio di velocità. Nel 2004 vince una medaglia d’argento e una di bronzo ai campionati italiani. Nel 2005 vince la terza prova Gruppo B della World Cup 5.000 metri, stabilisce il record della pista di Baselga di Pinè sui 3.000 metri e conquista la medaglia d’argento nell’inseguimento a squadre ai campionati mondiali disputati in Germania. Si aggiudica anche la Coppa del Mondo di inseguimento a squadre nel 2004 e nel 2005 si classifica al secondo posto nella Coppa del Mondo; arriva primo nella prova a squadre di Coppa del Mondo e quarto nei 1.500 metri a Torino, centrando i limiti per partecipare ai Giochi Olimpici, il resto è sogno, fiaba, realtà ma soprattutto oro olimpico.

Ricordo l’emozione del padre, la sua grande attesa per il figlio che avrebbe corso alla finale olimpica. Piacenza si sveglia tardi ma scopre finalmente di avere un giovane concittadino impegnato in una finale olimpica. Per individuare un altro atleta piacentino bisogna tornare al 1952 quando Pino Dordoni trionfa a Helsinki. Stavolta è Sanfratello a incollare la città davanti alla tivù. Ippolito è uno dei magnifici tre in grado di battere in finale il Canada e di portare l’Italia sul gradino più alto nell’inseguimento a squadre del pattinaggio di velocità in una disciplina diventata olimpica proprio a Torino 2006, ma in cui l’Italia, anche in Coppa del Mondo, si è dimostrata protagonista indiscussa. E tra la forza dirompente di Fabris e la freschezza di Anesi, il collante decisivo diventa proprio Sanfratello. Non è un caso che il terzetto decolla quando esplode Ippolito, un campione che ha voluto farsi il regalo, dopo i successi sulle rotelle, dell’oro olimpico, tra sacrifici e giornate vissute al pala ghiaccio di Baselga di Piné, all’estero e a correre per una meta, un record, un sogno, il sogno olimpico. Dall’aprile del 2015 è segretario generale della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (Fisg).

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