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Lunedì, 22 Aprile 2024
Tutti i campioni del mio cuore

Carlo Baldini, quando il volley è vita vera

Prima giocatore anche in Nazionale, poi tecnico e dirigente della storica Opel e quindi in Sardegna. Personaggio unico nel mondo sportivo piacentino, era anche apprezzatissimo come ristoratore

Per Carlo Baldini la pallavolo non era meno fisica del rugby, non era meno muscolare della pallanuoto, non era meno diretta del pugilato, non era meno bombarola e bombardiera del basket, non era meno intelligente della vela, non era meno geniale degli scacchi, non era meno di nessun altro sport, ma di più, molto di più, perché dentro c’è tutto, gambe e testa, cuore e fegato, polpastrelli e alluci, e poi responsabilità, coscienza, strategia, coraggio e una voglia illimitata, bollente, focosa, cocente, addirittura incendiaria.

Era nato nel 1947, è stato uno dei pionieri del volley piacentino, ed era molto noto nell’ambiente sportivo per il suo passato da giocatore, tecnico e anche dirigente. Schiacciatore di potenza e tecnica, dopo aver esordito nella Stella Azzurra nei primi anni Sessanta (la squadra dei Gesuiti), era entrato a far parte della Libertas dove aveva esordito in Serie B, allora la seconda serie nazionale. Passato ai Vigili del Fuoco aveva sfiorato il salto in Serie A dopo un campionato terminato alla pari con la Panini Modena, a due sole lunghezze di distacco da Milano. Quella Milano in cui Baldini si trasferirà l’anno successivo diventando protagonista nella massima categoria, prima di passare a Bergamo e ad Asti. La sua carriera di giocatore si è tinta anche d’azzurro grazie alla convocazione nella Nazionale Cadetti. Amava elevarsi il più possibile per quella palla, voleva avere il contatto tra pavimento e palla, attaccare, schiacciare, saltare e sentire la sensazione di volare e toccare il paradiso, adorava fare il muro e mandare una francobollata in faccia all’avversario, per manifestare la propria superiorità. Perche il volley per lui è stato vita vera, forza, voglia di combattere, strategia e tattica. Aveva una marcia in più Carlo e lo vedevi nel modo in cui sapeva porsi  con gli avversari.

Terminata l’esperienza in campo, Baldini si era trasferito in panchina e sapeva imporsi con i suoi ragazzi in modo sorprendente; diventò l’anima dell’Opel, formazione che ha segnato la storia della pallavolo piacentina, partendo dalla Prima divisione e arrivando fino alla serie B al ritmo di una promozione all'anno. Di quella squadra facevano parte atleti quali Binaghi, Orsi e Boselli, tutti giocatori in grado di segnalarsi a buoni livelli. L’Opel fu un fenomeno non solo sportivo, bensì un fatto di costume che coinvolse una generazione di giovani nei primi anni Ottanta. Infatti il sabato sera c’erano la pizzeria, l’Opel al Palazzetto di via Alberici e più tardi il People dove spesso ritrovavi i ragazzi dell’Opel travolti dalla disco dance che il dj Francesco Vaccari metteva quasi esclusivamente per loro, per i loro successi e per quel carisma travolgente. Pizza, Opel e People erano tre cose inscindibili per gli universitari di allora quando i “mostri” del volley regalavano successi ed emozioni, ma anche la consapevolezza e la spensieratezza di vivere un decennio speciale.  

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