rotate-mobile
Martedì, 16 Aprile 2024
Tutti i campioni del mio cuore

Canottaggio, gli straordinari trionfi dei Gazzosini bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928

L'equipaggio piacentino della Vittorino da Feltre vinse anche titoli italiani e due campionati europei negli anni '30

Il pugilato, il calcio, il ciclismo e il canottaggio sono gli sport più praticati a Piacenza tra la fine degli anni Dieci e gli inizi degli anni Venti del Novecento. La storia della boxe arriva a Piacenza attorno al 1919 e si identifica con la Società Ginnastica Salus et Virtus che ha sede fuori Barriera Vittorio Emanuele II. Oltre alla palestra completa di tutti gli attrezzi vi sono sale per la boxe, la scherma e la lotta greco romana, con uno spazio dedicato alla sezione femminile. In via Cittadella 14 funziona invece il Club Sport Audace, dove si praticano il podismo, il ciclismo e il motociclismo. Molto praticati – e con grande seguito – anche il ciclismo e il canottaggio la cui storia si lega a due importanti società. La Società Canottieri Nino Bixio sorta nel dicembre del 1883, dotata di un elegante chalet, luogo di ritrovo alto borghese durante la stagione estiva e la Società Canottieri Vittorino da Feltre che ai primi anni del Novecento vanta una lunga tradizione di vittorie sia nel nuoto che nel canottaggio, nato in Italia intorno al 1870. La “Vittorino” una sede in via Verdi 42 e possiede uno chalet sulla sponda del Po, luogo piccolo borghese ma ricco di ambizioni e di storia; nel 1919 inizia anche l'avventura del Piacenza Football Club, ma questa è un’altra storia.

Torniamo al canottaggio che si fa sport particolarmente diffuso grazie alla due società sportive, la “Nino” e la “Vittorino” appunto, società che costeggiano il Po e il Grande Fiume in quegli anni è navigabile, attorno ad esso gravitano inoltre abilissimi nuotatori oltre che remieri, pescatori e sulle spiagge sabbiose che delimitano il fiume dalla città e sull’isolotto Maggi, luogo di vacanza per i piacentini nelle afose estati prima della seconda guerra mondiale, c’è vita e voglia di misurarsi in gare di nuoto e nello sport del remo. La città e il fiume non sono distanti come oggi, hanno un rapporto quotidiano nelle estati del ventennio e in questo clima Umberto Bonadé, Pietro Freschi, Cesare Rossi, Paolo Gennari e Medardo Galli, tutti appartenenti alla “Vittorino”, danno vita a partire dai primi anni Venti al mitico equipaggio dei Gazzosini, così soprannominati perché nel 1924 anziché inaugurare la barca dalla forma estremamente affusolata con la classica bottiglia di champagne, al brindisi all’equipaggio, viene lanciata contro la barca una bottiglia di soda, o gazzosa come vi pare e di qui quel nomignolo che in città diventa una sorta di mito, anche perché dal 1927 fino al 1932 i Gazzosini si impongono con successo sulla scena nazionale e internazionale sia nel Quattro con che nel Quattro senza. E nel 1927 i quattro vincono il loro primo titolo italiano sulle acque del lago di Como, un successo che sarà replicato anche nel 1928 ancora a Como, nel 1929 a Pallanza e nel 1930 a Salò senza dimenticare le affermazioni alle prestigiose regate di Henley in Inghilterra.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Canottaggio, gli straordinari trionfi dei Gazzosini bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam nel 1928

SportPiacenza è in caricamento