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Lo sport secondo Vittorio Feltri in due libri del celebre giornalista

“Atalanta la Dea che mi fa godere” e “Ritratti di campioni” per capire la vita

Molto sappiamo di Vittorio Feltri, giornalista dalla lunga e prestigiosa carriera che l’ha visto in quarant’anni di giornalismo passare da l’Eco di Bergamo al Corriere e poi diventare direttore di testate quali Libero e il Giornale che con la sua conduzione si sono affermate tra i quotidiani più letti in Italia, per non parlare dell’Europeo, settimanale che a suo tempo era sull’orlo del fallimento e che Feltri rilanciò così come fece con l’Indipendente. Meno si conosce invece della sua passione per lo sport e per il calcio in particolare, perché Vittorio Feltri ha scritto due bei libri dedicati rispettivamente all’Atalanta (“Atalanta la Dea che mi fa godere”, Rizzoli insieme a Cristiano Gatti anch’egli bergamasco e atalantino) e “Ritratti di campioni”, Mondadori, un libro decisamente feltriano, in cui l’autore ci racconta di molti campioni: da Totti alla Vezzali, da Rivera a Federica Pellegrini, da Gimondi a Tomba tanto per citarne alcuni. Questi libri sono espressione manifesta e sincera che un grande giornalista è tale se riesce a muoversi a tutto campo, e Feltri riesce molto bene in questa impresa, dando allo sport e ai suoi campioni quel tocco di umanità e di fantasia che solo i grandi giornalisti sono in grado di fare.

A Bergamo – secondo Feltri – c’è una sola divinità: l'Atalanta. Se sei bergamasco sei atalantino, senza alternative. Lo sei appena vieni al mondo quando dopo i primi vagiti ricevi in regalo dalla società di Antonio Percassi, la maglietta nerazzura con il tuo nome scritto sopra. Secondo Vittorio Feltri, Bergamo e Atalanta sono praticamente sinonimi. Si nasce tifando Atalanta e si muore con l’Atalanta nel cuore. E questo vale anche per Vittorio Feltri, che in questo libro compone un inno alla sua Dea. Un racconto che prende spunto da una lunga chiacchierata col suo amico Cristiano Gatti. Si parte dal calcio e si entra nel cuore di Bergamo e del suo miracolo sportivo. Il settore giovanile che sforna ragazzi destinati a diventare campioni, l’imprenditorialità che diventa gestione e anche stile, sul campo e fuori. Una sorta di reportage su quanta Atalanta c'è davvero a Bergamo e quanta Bergamo c'è nell'Atalanta di oggi. I due volti che all'Atalanta hanno dato l'impronta che è riuscita ad avere in questi ultimi anni sono Antonio Percassi e Gian Piero Gasperini, la mente, l’imprenditore che muove i fili e l'esecutore che dà un senso all'etica e all'estetica atalantina, oggi molto apprezzate non solo in Italia ma anche in Europa. Come Bergamo del resto, città che per la sua storia, la sua arte e il suo senso imprenditoriale è tra le più avanzate del Paese e la qualità della vita a Bergamo secondo le classifiche è sempre ai primi posti. “Atalanta la Dea che mi fa godere” è una bellissima dichiarazione d'amore che Feltri ha scritto con il cuore, perché questo giornalista apparentemente burbero e spigoloso, sente l'Atalanta come un pezzo di vita cui non puoi fare a meno, da vero tifoso.

In “Ritratti di campioni” Feltri raccoglie alcuni dei suoi più riusciti racconti di sport e ritratti di campioni che hanno lasciato il segno sia a livello nazionale che internazionale, ma questo libro è soprattutto la conferma che per il Grande Vittorio lo sport è cosa molto seria. E allora in questa galleria di personaggi, l’autore entra col suo stile in un mondo che gli è apparentemente lontano e crea ogni volta un piccolo capolavoro di autonomia, di schiettezza, ciò che spesso il giornalismo sportivo militante non può permettersi, costretto com'è a restare nei confini della neutralità. Feltri da grande artista del giornalismo, ci racconta il calcio allo stesso modo in cui fa con la politica o con il costume, grazie alle sue opinioni argute e indipendenti, si muove nello sport com’è abituato a muoversi nella politica. Lo guarda negli occhi con severità e con molta sincerità, lo interroga per scrivere pagine che compongono un libro in cui gli sportivi che prende in considerazione vengono analizzati dalla lente di un giornalismo autentico e brillante. Con una consapevolezza, lo sport come la politica e come le altre discipline dell’esistenza non può mai essere sopra le parti, è piuttosto dentro un sistema sociale da cui deve a volte difendersi. Un consiglio da amico. Leggete questi ritratti, c’è solo da imparare. Perché per Feltri lo sport è cosa seria, rifugio e forza. Ci piace chiudere con questa citazione: “Nello sport c'è dentro la durezza e la bellezza, lo scontro e l'abbraccio, la vita e la morte, simboleggiati dalla vittoria e dalla sconfitta”.

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