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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Volley giovanile

Manuel e il titolo europeo Under 17. «Il sogno inizia a realizzarsi. Il nome Zlatanov? Non mi pesa»

Lo schiacciatore dopo la vittoria continentale: «Non piango quasi mai, ma ci sono andato vicino. Sono un mix fra mamma e papà; con la pallavolo ho iniziato grazie al covid»

E se lo studio va alla grande, la pallavolo ancora di più. «All’Europeo non sono partito titolare, ma durante i gironi sono entrato spesso. Poi in semifinale e soprattutto in finale il tecnico Monica Cresta mi ha mandato in campo quasi subito e penso di aver disputato due buone partite». Le statistiche dicono che è anche qualcosa in più di “buone”, ma Manuel non si sbilancia. «Come abbiamo festeggiato? Sono andato subito ad abbracciare papà, mamma e mia sorella che erano sugli spalti, poi la sera in albergo ci hanno portato la pizza da mangiare, ci sono stati i discorsi dei tecnici e dopo essere rimasti un po’ insieme siamo andati a letto perché alle sei di mattina bisognava partire». Ma c’è tempo anche per fare un passo indietro. «Per me è stato l’inizio di un sogno che si realizza. Ero felicissimo, quando è caduto l’ultimo pallone mi sono subito abbracciato con Gianluca Cremoni, il ragazzo con cui mi sono trovato benissimo fin dal primo giorno di raduno, e ci siamo rotolati per terra. Lui è scoppiato a piangere, io ho resistito perché non lo faccio quasi mai, ma questa volta ci sono andato vicino».

A quindici anni il carattere ovviamente è ancora da formare, ma le idee sono molto chiare. «Dalla mamma ho preso il modo di comportarmi, spesso mi dice che sono uguale a lei quando era piccola. Dal papà invece il fisico e poi adesso cerco di ascoltare i suoi consigli. Diciamo che sono un mix fra i miei genitori».

Certo presentarsi in campo con il nome Zlatanov sulle spalle non deve essere semplice. Ma a Manuel questa situazione non pesa più di tanto. «A volte capita che me lo facciano notare, ma io sinceramente non ci faccio caso più di tanto. Per me lui è mio papà, non il campione che tutti conoscono».

Intanto le idee sono molto chiare. «Vorrei diventare un bravo giocatore di pallavolo, essere protagonista in squadre importanti e possibilmente vestire la maglia della nazionale maggiore». La strada è quella giusta, adesso dipende tutto da Manuel.

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