Lunedì, 15 Luglio 2024
Volley giovanile

Manuel e il titolo europeo Under 17. «Il sogno inizia a realizzarsi. Il nome Zlatanov? Non mi pesa»

Lo schiacciatore dopo la vittoria continentale: «Non piango quasi mai, ma ci sono andato vicino. Sono un mix fra mamma e papà; con la pallavolo ho iniziato grazie al covid»

GSE_banner_322x250_statico-2Che Manuel Zlatanov avesse il volley nel dna era scontato. Nonno Dimitar argento mondiale e olimpico, nonna Maria schiacciatrice della nazionale bulgara, papà Hristo miglior marcatore del campionato italiano (detiene ancora il record di punti in regular season), mamma Chiara ottima pallavolista e adesso anche la sorella Mia impegnata a cercare fortuna sul parquet. A Chiara non piace per niente la parola “dinastia”, però mai come in questo caso è un termine azzeccato.

Manuel, fresco campione d’Europa con l’Italia Under 17, sembrava aver scelto altre strade. Prima nuoto e tennis in contemporanea, poi sei mesi di calcio («ma l’ambiente non era un granché, mi piaceva solo giocare con gli amici»), quindi quattro anni di rugby («dove mi sono trovato benissimo») e infine il basket. A spingerlo verso la pallavolo è arrivato il covid e le lunghe giornate chiuso in casa. «Papà e Mia giocavano in giardino a volley così ho iniziato a palleggiare con loro». Da quella scintilla parte un motore che inizia a girare velocissimo; dopo una sola annata arrivano le prime convocazioni in azzurro e in questa stagione ecco l’argento ai campionati Under 15 con la Gas Sales Bluenergy, conditi con il premio di Mvp, e il titolo continentale con l’Italia in un gruppo di un anno più grande. Manuel infatti è un 2008 e giocava con compagni del 2007: se tutto procederà per il verso giusto anche il prossimo anno potrà ripetere l’avventura continentale in azzurro, oltre a bissare con il Mondiale.

«Di pallavolo in casa non parliamo quasi mai – spiega mentre torna dal Montenegro – anche se a volte guardo qualche partita con mio papà e allora mi dà qualche suggerimento». Anche perché il tempo da trascorrere sul divano è poco, fra allenamenti e scuola. «Ho appena terminato la prima all’Itis indirizzo informatica e sui libri sono sempre andato bene. Papà è sempre stato chiaro e mi ha detto: se vuoi diventare uno sportivo di tempo per studiare non ne avrai tantissimo, per cui devi stare attento durante le ore di lezione. Io prendo appunti, approfondisco, così poi a casa devo solo ripassare».

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